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Il M5S torna a parlare di referendum sull’euro. Una tantum o si fa sul serio?

"Noi se in questo momento fossimo al governo usciremmo dall'euro, perché la moneta unica penalizza i Paesi poveri, i Paesi deboli, e noi lo siamo, lo dobbiamo ammettere", ad affermarlo è Nicola Morra, il capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle. E sul blog di Beppe Grillo ricompare l'ipotesi del referendum per l'uscita dalla moneta unica. "Il Movimento 5 Stelle conferma la sua posizione: è imperativo far scegliere al popolo sovrano, all'intero popolo italiano, il destino del progetto Euro attraverso lo strumento referendario". "Come abbiamo più volte spiegato – si legge nel post pubblicato sul bolg – l'introduzione dell'Euro ha bloccato il cambio tra 19 economie profondamente diverse e ha creato dei grandi vantaggi competitivi soprattutto per uno, la Germania. I tedeschi sfruttano una moneta molto sottovalutata per la loro economia, attraverso la quale stanno accumulando un surplus commerciale eccessivo ai danni degli altri Paesi dell'unione monetaria. Surplus che, tra le altre cose, viola le stesse regole sulle partite correnti dell'Unione Europea. Nella periferia dell'Eurozona al contrario, non potendo svalutare la moneta, vengono imposti abbattimenti dei salari tramite le riforme. Questo impoverimento del ceto medio pilotato da Bruxelles e Francoforte, assieme all'incapacità di risolvere il problema migrazione e sicurezza, sta pericolosamente veicolando consenso verso gli estremismi politici, dai quali il Movimento 5 Stelle si è sempre distinto con il suo approccio propositivo, costruttivo e post ideologico". Nel post il M5 si parte dalla recente riflessione di Joseph Stiglitz (vedi http://contropiano.org/interventi/2016/08/18/anche-stiglitz-dice-basta-leuro-la-sinistra-si-sveglia-082609), il premio Nobel per l'economia, secondo cui "nelle democrazie dell'Eurozona, l'ostilità verso la moneta unica sta degenerando in un'ostilità verso il più vasto progetto dell'Europa Unita e dei suoi valori costituenti". "Oggi – conclude il post – parlare di Euro, di soluzioni alternative e in generale il prepararsi tecnicamente all'uscita dalla moneta unica non deve essere considerato come un atto sovversivo, ma di responsabilità politica".

Sono riflessioni in larga parte condivisibili quelle leggibili in questo post comparso sul blog di Beppe Grillo, resta solo – e ancora – aperto il problema di dargli concretezza e rendere la battaglia per il referendum contro l'euro e i trattati europei che lo hanno imposto (o "sui"  trattati come preferisce declinare il M5S) non più un evocazione una tantum ma un percorso di mobilitazione e confronto popolare vero in tutto il paese. Movimenti e associazioni come Ross@ prima ed Eurostop poi, da almeno tre anni hanno posto concretamente la questione sul piatto, indicando anche gli strumenti legislativi – oltrechè politici – per perseguirla.

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