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Statuto, statuto delle mie brame, chi è il più cattivo del reame?

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A proposto delle domande che l’iscritta Camusso Susanna pone all’oracolo “statuto”.

Il Fatto quotidiano pubblica “l’interpello dell’iscritta” Camusso Susanna alla commissione Statuto della CGIL per chiedere se siano legittimi eventuali comportamenti (perché si parla del futuro) di Landini Maurizio, segretario FIOM, atti a non rispettare le decisioni del direttivo CGIL.

A breve giro di posta la stessa commissione risponde (non avevamo dubbi) che, non solo sono illegittimi questi sempre eventuali comportamenti del segretario FIOM (si badi bene le richieste e le risposte sono sempre sulla persona, mai sulla federazione), ma sono anche sanzionabili.  

A seguito della pubblicazione di questo carteggio la segreteria della CGIL emana un editto di scomunica del Fatto quotidiano, nel quale afferma che non vi è nessuna denuncia contro chicchessia, poi trascende in diatribe pubblicitarie rinfacciando ad un giornale la scelta di rifiutare le pubblicità che non gli aggradano. Sommessamente ricordiamo che quella testata rinuncia anche a soldi della fiscalità generale, cosa che non parrebbe trovare uguale coerenza nelle risorse economiche di CGIL, CISL e UIL ( per i cultori dell’argomento si veda la nota del prof. Giuliano Amato, reperibile in internet).

Tornando all’editto CGIL, si afferma che non vi è nulla di repressivo in quest’azione dell’iscritta Camusso Susanna giacché la commissione Statuto non ha potere sanzionatorio, ma solo d’interpretazione dello Statuto (ca va sans dire).

Il tribunale della CGIL si chiama commissione di Garanzia (termine più elegante degli antichi “probiviri”). Peccato per il povero Landini Maurizio che la commissione di Garanzia debba solo applicare lo statuto quindi, dopo la delibera interpretativa così prontamente sollecitata dall’iscritta Camusso Susanna, quando anche uno dei cinque milioni e settecento mila iscritti a cui Landini Maurizio sta cordialmente “sulle scatole” manderà un esposto, dopo che il poco disciplinato Landini Maurizio infrangerà gli editti del direttivo confederale, la sentenza è già scritta, “a norma di statuto”.. … C’è solo la scelta di quale sanzione applicare, dato che sono state tutte esplicitamente ricordate.

Se arrivasse anche solo una sospensione di tre mesi, addio alla carica di segretario generale.
Vero quindi, nessun commissariamento, ma un bel calcio nel sedere a norma di statuto può essere inferto sul fondo schiena del segretario generale della FIOM, sempre nel rispetto delle norme della CGIL a cui tiene molto l’iscritta Camusso Susanna.

Ora la palla passa a Landini Maurizio che dovrà convivere con questa spada di Damocle sulla testa.
E Landini Maurizio si trova anche nella scomoda posizione di dovere, tra l’altro, far votare nei congressi della FIOM il documento Camusso, dichiarando nel frattempo che l’eventuale denuncia della prima firmataria del documento congressuale “sarebbe un fatto gravissimo.” E quindi, aggiungo io, un tantino autoritario.

 

Un matrimonio quello tra Camusso e Landini Maurizio nato male. Evidentemente è arrivato al divorzio senza neppure aver consumato la prima notte di nozze al congresso del 10 maggio a Rimini.

I tatticismi della Fiom hanno prodotto la fine della presenza della sinistra sindacale in CGIL con lo scioglimento della “CGIL che Vogliamo” e, al contrario di quanto sperato, hanno favorito l’affondo della segreteria CGIL per normalizzare la FIOM. Non occorreva essere grandi strateghi per prevedere che l’obiettivo mai nascosto di Camusso Susanna era quello di costruire un rapporto privilegiato con Confindustria nell’alveo dei governi delle larghe intese. Obiettivo irrealizzabile senza una normalizzazione (leggi firma dei contratti) con Federmeccanica, azionista di riferimento di Confindustria.

Purtroppo la strada per la FIOM è segnata. Aver scelto di rinchiudersi in una cittadella assediata non poteva che produrre una sconfitta. Ora sta al gruppo dirigente di questo importante pezzo del mondo del lavoro decidere se subire passivamente il logoramento, sino all’attacco finale.

Qualsiasi strumento sarà scelto dal vertice della Confederazione, sarà la decapitazione dell’attuale segreteria metalmeccanica. A meno di, spero improbabili, abiure (che invece abbiamo visto in altre categorie alla fine del passato congresso).

Quindi perché sprecare energia in una lotta tutta intestina alla CGIL, nel momento in cui questa è irriformabile?

Uniamo le forze. Indirizziamo energie, intelligenze, e risorse umane per far rinascere un nuovo, forte e democratico sindacato confederale di classe.

Non mi aspetto risposte a breve ma è una domanda che nessuno può più eludere, a cui io nel piccolo, con la mia scelta, ho cercato di dare risposta.

Febbraio 2014

 

Maurizio Scarpa

Iscritto USB

(ex vice-presidente del Direttivo Nazionale della Cgil)

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1 Commento


  • Luigi Rossetto

    Io sono con Maurizio Landini!…Da .olto tempo pure io nel mio piccolo mi sono accorto di uno sbandamento scellerato a destra della cgil. Oggi come non mai assistiamo impassibili ad una vergognosa e meschina scelta di un sindacato che credevammo stesse dalla parte dei più deboli e sopratutto fosse il paladino di democrazia, invece vediamo che la scelta folle gella cgil di dare la caccia alle streghe e vergognosamente abbracciare la causa capestro assieme ad cisl e uil, governo e confondustria di stritolare i diritti di tanti lavoratori, togliendo la democrazia cui la Costituzione parla chiaro. Ad ogni buon conto ogni nodo arriverà al pettine.

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