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L’ultimatum di Rajoy alla Catalogna. Una parola che riemerge dal fango della storia

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Tutti i mass madia adoperano senza alcuna cautela, anzi quasi con compiacimento, la parola “ultimatum” con cui Rajoy ha dato cinque giorni di tempo al governo della Catalogna per piegarsi.

Ultimatum è una parola terribile che torna dal passato, una parola che esprime tutta la peggiore violenza guerrafondaia della storia europea, tutta la prepotenza dei poteri e degli stati più forti contro quelli più deboli.

Fu un ultimatum dell’Impero Austro Ungarico rivolto alla piccola Serbia a scatenare la carneficina della prima guerra mondiale. Dopo il 1945 quella parola era stata abrogata dal linguaggio del potere, in quanto giudicata come emblema dei vecchi stati che avevano portato l’Europa alla rovina.

Ora quella parola ritorna in auge in un confronto interno ad un stato, non casualmente per opera di un governo monarchico. Governo che sta copiando quella politica dell’ultimatum con la quale la UE tre anni fa ha schiantato la Grecia.

La propaganda della Unione Europea blatera dei settanta anni di pace dovuti alla sua stessa istituzione. È la falsa notizia di persone in malafede. L’Unione Europea nacque nella sua forma attuale con il trattato di Maastricht del 1992 e subito fu accompagnata dalla guerra, il massacro che distrusse la Jugoslavia con la complicità di Germania e Vaticano.

L’Unione Europea ha fatto e fa politiche di guerra, guerra sociale ai diritti conquistati dal lavoro e dai suoi popoli, e guerra vera e propria estendendo i suoi confini.

Ora il linguaggio della guerra, con la parola simbolo dei secoli imperiali passati – ultimatum – torna all’interno di uno dei suoi stati, la Spagna. Il cui governo usa questo linguaggio dopo aver ricevuto la benedizione della Germania e della UE.

È la naturale conseguenza delle politiche liberiste che sono il fulcro della costituzione della Unione Europea. Politiche che rifiutano ogni mediazione sociale, che ogni giorno emettono ultimatum contro pensioni, sanità, scuola pubblica, contratti di lavoro, diritti sociali. Queste politiche hanno restaurato nel continente il capitalismo di cento anni fa, ora restaurano anche la politica di allora e fanno riemergere dal fango i suoi mostri.

Il governo del Re di Spagna intima il suo ultimatum ai sudditi ribelli, mentre gli ipocriti governanti UE si riempiono la bocca della parola dialogo. Non sappiamo come evolverà la situazione nella penisola iberica, ma sappiamo che i popoli d’Europa riprenderanno a progredire quando si libereranno della Unione Europea e dei suoi ultimatum.

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