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Via della Seta. Un test per allontanare lo scontro globale

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Mentre si addensano nuvole nere sui cieli dell’economia e della geopolitica internazionale, in Cina si prova a tessere una tela robusta per riavviare una qualche “crescita” economica e dunque fugare anche parte di quelle nuvole nere.

Obiettivo difficile, certamente, ma non sarebbe da cinesi non provare a cambiare il tavolo su cui si gioca, specie se questo appare pericolosamente inclinato verso un esito decisamente infausto.

Proponiamo qui il discorso di apertura del Forum sulla cosiddetta “via della seta” (“Una cintura e una via”) pronunciato dal capo di Stato cinese Xi Jinping. Non perché sia “la parola che tutto il mondo aspettava”, ma per aiutare a comprendere quale controtendenze alla crisi provi a mettere in moto quella che è oggi la prima potenza manifatturiera del pianeta.

Sottolineiamo in particolare il riferimento programmatico ai “cinque principi della coesistenza pacifica” – richiamati da Xi, ma messi in soffitta dal resto del mondo occidentale negli ultimi 20 anni – che costituivano l’abc delle relazioni tra Stati fino alla caduta del Muro e dell’Unione Sovietica.

Per chi li sentisse nominare per la prima volta, li ripetiamo:

1. Rispetto reciproco dell’integrità territoriale e sovranità;

2. Reciproca non-aggressione;

3. Reciproca non-interferenza negli affari interni;

4. Uguaglianza e beneficio reciproco;

5. Coesistenza pacifica.

Arabo, per chi ha aperto gli occhi sul mondo dopo il 2000… Si trattava, allora, di regolare la coesistenza tra sistemi diversi, sia sul piano degli assetti proprietari della produzione che su quello politico. C'era infatti un mondo "diviso in due" e ogni "ingerenza" in territorio altrui avrebbe messo a rischio l'esistenza del egenre umano ("mutua distruzione assicurata").

Ognuno di quei principi, negli ultimi venti anni, è stato cancellato, o persino irriso. Il principio aggressivo dell’”ingerenza” negli affari altrui è stato affidato alle cure degli spin doctor che ne hanno dato una versione estremamente più rassicurante (“ingerenza umanitaria”), che è servito a giustificare tutte le guerre d’aggressione compiute dalle potenze imperialiste occidentali dal 1999 in poi (l’attacco alla ex Jugoslavia).

Il tentativo cinese, che mette in primo piano le relazioni commerciali e l’infrastruttura necessaria per svilupparle (strade e ferrovie dalla Cina all’Europa) poggia dunque su un tessuto di princìpi altamente a rischio. Renderli nuovamente operativi, ossia costringere o convincere l’imperialismo occidentale a rispettarli di nuovo appare un obiettivo quasi azzardato.

Il test fondamentale, in questo momento, sembra rappresentato dalla crisi con Pyongyank, che oppone molto teatralmente Stati Uniti e Corea del Nord, con la Cina – e lo stesso Xi – in funzione di mediatore di ultima istanza.

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Da Cri online – Radio Cina Internazionale

La mattina del 14 maggio a Beijing si è aperto il Forum sulla cooperazione internazionale di "Una cintura e una via". Il capo di Stato cinese Xi Jinping ha presenziato alla cerimonia d'apertura ed ha pronunciato un discorso tematico. Si è appellato alle varie parti affinché costruiscano "Una cintura e una via" come una strada pacifica, prospera, di apertura, di innovazione e civile, ed ha sottolineato che la Cina vuole, sulla base dei cinque principi di coesistenza pacifica, sviluppare insiemi a tutti i paesi partecipanti alla costruzione di "Una cintura e una via" una cooperazione amichevole; vuole condividere le esperienze di sviluppo con i vari paesi del mondo, ma non interferirà negli affari interni degli altri, non esporterà il sistema sociale e il modello di sviluppo, e tantomeno effettuerà imposizioni sugli altri. La Cina non ripeterà la vecchia routine del gioco geopolitico, non formerà un piccolo gruppo che danneggia la stabilità, ma costruirà una grande famiglia armoniosa e di coesistenza.

Nel suo discorso Xi Jinping ha rilevato che l'antica Via della Seta è lunga migliaia di chilometri ed ha una storia di mille anni, ed è stata la culla in cui si è formato lo spirito di "cooperazione pacifica, di apertura e inclusività, di studio reciproco e di mutuo vantaggio", patrimonio prezioso della civiltà umana. Dal punto di vista reale, il deficit di pace, di sviluppo e di governance è una sfida grave per tutta l'umanità.

Xi Jinping ha osservato che nei 4 anni trascorsi da quando è stata lanciata la proposta di "Una cintura e una via", fra la Cina e i paesi interessati è stato approfondito il coordinamento delle politiche, è stata rafforzata l'interconnessione delle infrastrutture, è stata ampliata la sinergia finanziaria, ed è stata intensificata la comprensione tra i popoli. Tra il 2014 e il 2016 il volume degli scambi commerciali tra la Cina e i paesi lungo "Una cintura e una via" ha superato i 3000 miliardi di USD e gli investimenti della Cina nei paesi lungo "Una cintura e una via" hanno superato i 50 miliardi di USD. Le imprese cinesi hanno costruito 56 zone di cooperazione economico-commerciale in oltre 20 paesi, creando entrate tributarie per un valore di circa 1,1 miliardi di USD e offrendo 180 mila posti di lavoro nei paesi interessati. 

Xi Jinping ha annunciato una serie di misure della Cina per promuovere la costruzione di "Una cintura e una via", come l'investimento di oltre 100 miliardi di RMB nel Fondo della Via della Seta e l'incoraggiamento verso le istituzioni finanziarie ad attuare attività di fondo d'oltremare in RMB, per un valore previsto di 300 miliardi di yuan. La China Development Bank e la Export-Import Bank of China forniranno rispettivamente prestiti speciali per 250 miliardi di yuan e 130 miliardi di yuan, in modo da sostenere la cooperazione infrastrutturale, nella capacità produttiva e finanziaria di "Una cintura e una via".

Inoltre la Cina intende rafforzare la cooperazione nel settore dell'innovazione con i vari paesi, avviare il piano d'azione per l'innovazione tecnico-scientifica di "Una cintura e una via", svolgere scambi culturali tecnico-scientifici, collaborazioni nei parchi scientifici e tecnologici e trasferimenti tecnici, e costruire laboratori comuni; nei prossimi tre anni la Cina offrirà ai paesi in via di sviluppo e alle organizzazioni internazionali partecipanti all'iniziativa un'assistenza di 60 miliardi di RMB, costruendo più progetti di sostentamento.

 

 

 

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