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8.307.000 poveri ufficialmente certificati dall’Istat

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Il governo dà una elemosina a due milioni di loro con il consenso entusiasta di CGILCISLUIL, per gli altri jobsact, lavoro gratis e Decreto Minniti.

È un classico delle più feroci politiche capitaliste, in Inghilterra andò in scena già nel lontano 1500. Oggi le politiche di austerità, di privatizzazione, il Jobsact, il taglio dei salari e dei diritti producono milioni di poveri. Che poi vengono posti sotto accusa perché non trovano lavoro. Hanno troppe pretese si diceva nei decreti di Enrico VIII e, secoli dopo, nella legge anti poveri inglese del 1834. Leggi feroci secondo le quali solo una minoranza dei poveri aveva diritto alla pubblica elemosina, mentre la maggioranza di essi doveva solo decidersi a lavorare alle condizioni che offriva il mercato. Basta coi fannulloni, ad essi ci deve pensare la pubblica sicurezza!
Nel 1945, dopo la vittoria mondiale sul fascismo, per la forza del comunismo e del socialismo la povertà e la disoccupazione furono messe in conto alla società, che divenne così responsabile e colpevole del numero dei poveri. Ora si torna indietro e, grazie alla globalizzazione alle politiche della Unione Europea e dei suoi governi, la povertà è tornata ad essere un crimine. Questo è ciò che succede oggi in Italia, dove il governo si vanta di aiutare un povero su quattro e nello steso tempo il Decreto Minniti trasforma la questione sociale in un problema di ordine pubblico. Dallo stato sociale allo stato di polizia. Così tre poveri su quattro vengono abbandonati a sé stessi perché il potere pensa e fa credere che lo siano per colpa loro. Bisogna finirla col buonismo dicono i governanti: non sei disposto a lavorare gratis? Allora sei socialmente nocivo. 
Così, passo dopo passo, il capitalismo attuale ci riporta indietro di centinaia di anni e sono governi che si proclamano liberali, democratici, di centrosinistra, europeisti, a spingere la società verso il Medio Evo. 
Basta con chiacchiere, ipocrisie, complicità.

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1 Commento


  • giovanni scavazza

    Riservata personale per il compagno Giorgio Cremaschi.
    Nota a margine dei miei due precedenti pezzi:
    Io con l'allora P.C.I. della buonanima di Enrico Berlinguer, ho fatto per 20 anni il consigliere comunale, per 30 anni il dirigente politico e l'assessore alla USL, con l'allora C.G.I.L. della buonanima di Luciano Lama ho fatto il rappresentante sindacale per anni, ho dato tempo, fatica, denaro, passione alla causa; cioè, metaforicamente parlando, ho seminato il grano, raccolto le spighe, macinato la farina, impastato la pasta, l'ho fatta lievitare, ho fatto la torta, l'ho cucinata a puntino, c'ho messo la ciliegina sopra, era ottima, tutti mi hanno fatto i complimenti, m'hanno riconosciuto "competenza, esperienza, capacità", ma poi, decine e decine di furbi se la sono mangiata alla faccia nostra e dei nostri figli e di questo disgraziato paese. Oggi hanno milioni di euro in banca con i nostri voti e il nostro lavoro politico, vitalizi da decine di migliaia di euro al mese, e fanno ancora i politici a 30 mila euro al mese dichiarandosi "liberal". Quindi adesso prima mi fanno il Partito con la bandiera rossa e la falce e martello, cacciando una piccola parte dei soldi in banca che hanno accumulato con il finanziamento pubblico ottenuto con i nostri voti e il consenso da noi procacciato, poi – e solo poi – sarò disponibile a perdere un'altra sola goccia di sudore.
    Statti bene.

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