Menu

Il Decreto Sicurezza bis è “legge”. Guai a protestare nelle piazze

La Camera ha approvato martedi il Decreto Sicurezza bis. A favore hanno votato sia il M5S, che la Lega, Fi e Fdi . 17 deputati del M5S non hanno partecipato al voto ma solo la deputata del M5S Doriana Sarli ha avuto il coraggio politico di votare contro questo decreto liberticida, mentre  il Pd e Leu hanno votato contro, ma il Pd ne contesta solo la parte relativa all’immigrazione. Praticamente nulla è stato contestato della parte relativa alla repressione delle manifestazioni di piazza.

Il testo passa ora all’esame del Senato e dovrà essere convertito in legge entro il 13 agosto. Per l’Autunno dunque la gabbia repressiva contro le manifestazioni di piazza sarà bella che pronta.

Che cosa prevede questa legge liberticida contro le manifestazioni?

Il decreto sicurezza bis inasprisce le pene per chi durante una manifestazione in luogo pubblico e aperto al pubblico senza giustificato motivo usa caschi protettivi o qualunque altro mezzo che rende difficoltoso il riconoscimento della persona: la pena– che nella disciplina attuale è fissata nell’arresto da uno a due anni e nell’ammenda da 1.000 a 2.000 euro – diventa l’arresto da due a tre anni e l’ammenda da 2.000 a 6.000 euro. È punito, con la reclusione da uno a quattro anni, chi, nel corso delle manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, lancia o utilizza illegittimamente, in modo da creare un concreto pericolo per l’incolumità delle persone, fumogeni, razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l’emissione di fumo o di gas visibile o in grado di nebulizzare gas contenenti principi attivi urticanti, ovvero bastoni, mazze, oggetti contundenti o, comunque, atti a offendere.

Il decreto inasprisce anche le pene per fatti già oggi previsti come reato se vengono commessi nel contesto di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico. In particolare, diventa un’aggravante il fatto di commettere il reato di violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, resistenza a un pubblico ufficiale o violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario “nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico”. Il decreto inoltre prevede la non archiviazione per lieve tenuità del fatto, nei confronti di chi commette reati di violenza, oltraggio o resistenza a pubblico ufficiale.

Il decreto prevede che chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

C’è poi tutta la parte relativa alla repressione dell’immigrazione con multe da 150 mila a 1 milione di euro per il comandante della nave che viola il divieto di ingresso nel mare territoriale; l’arresto in flagranza del capitano se non si ferma di fronte allo stop e la confisca dell’imbarcazione.

L’articolo 1 prevede che il Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della difesa e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e informato il Presidente del Consiglio, possa “limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale per motivi di ordine e sicurezza pubblica e quando si concretizzino le condizioni di cui all’articolo 19 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del Mare di Montego Bay limitatamente alle violazioni delle leggi di immigrazione vigenti. La norma non si applica al naviglio militare e alle navi in servizio governativo non commerciale.

E’ prevista una sanzione amministrativa da 150 mila a 1 milione di euro per la violazione, da parte del comandante di una nave, del divieto di ingresso, transito o sosta nel mare territoriale e si applica la sanzione accessoria della confisca dell’imbarcazione. Responsabile dell’illecito è dunque il comandante della nave mentre l’armatore e il proprietario della nave dovranno procedere al pagamento solo se non vi provvede il comandante. È previsto anche l’arresto obbligatorio in flagranza di reato nei confronti del comandante che commette un delitto di resistenza o violenza contro nave da guerra.

Un altro passo verso lo Stato di Polizia è stato compiuto con il consenso del Parlamento e del Quirinale che non hanno ravvisato dentro il Decreto elementi di incostituzionalità e di restrizione della libertà di manifestazione. Molte delle norme già esistevano ma si è provveduto a renderle più pesanti anche in assenza di rievanti conflitti sociali o manifestazioni di piazza con scontri. Al contrario questa rigidità rischia proprio di accentuare le occasioni di tensione nelle piazze per infrazioni ritenute fino a ieri lievi e non ostative. Immaginate se all’inizio di una manifestazione la polizia pretenderà di sequestrare un casco (obbligatorio per la circolazione) o entrerà di forza in una manifestazione per fermare chi accenderà un fumogeno. Insomma una vera e propria istigazione legalizzata a mettere a rischio manifestazione che potrebbero svolgersi tutto sommato pacificamente. L’Autunno ci dirà se sbagliamo o abbiamo previsto giusto.

 

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

11 Commenti


  • Giuseppe Schembari

    Lo dico da liberal che ha sempre guardato a sinistra e che non ha alcuna simpatia umana e politica nei confronti di Salvini. Secondo voi dovrebbe essere legalmente consentito partecipare alle manifestazioni con l’intento di picchiare, devastare e andare contro ogni regola di civiltà? Questa per voi sarebbe un diritto di “libertà” costituzionalmente consentito? Ha fatto benissimo il PD a contestare solo la parte che riguarda le ONG. Per il resto mi sembra di buon senso evitare atti delinquenziale durante i cortei, anche se le norme provengono da una parte politica e da una cultura (politica) che non mi appartiene


    • Redazione Contropiano

      ricordiamo a tutti gli smemorati che dalla “legge Reale” (1975) ad oggi c’è stato un crescendo di leggi di “sicurezza” sostanzialmente liberticide, nonostante la conflittualità sociale e politica sia diminuita enormemente da allora. Non c’è praticamente nessuno, in Italia, che vada in piazza per “picchiare, devastare e andare contro ogni regola di civiltà”… Basta guardarsi i video di quelli che i media mainstream chiamano “scontri” per vedere che in realtà si tratta di pestaggi polizieschi in piena regola. Questa cazzate salviniane (minnitiane, alfaniane e andando a ritroso nel tempo) possono esser dette solo in malafede o totale ignoranza dei fatti.


    • Redazione Contropiano

      Le norme sui cortei e i reati previsti già esistevano, il decreto le appesantisce appositamente e vigliaccamente. Questo accanimento provocherà più problemi nelle piazze di quelli che annuncia di voler risolvere


  • antonio rillo

    Ma perché uno dovrebbe accendere un fumogeno se vuole manifestare pacificamente? Il divieto mi sembra giusto


    • Redazione Contropiano

      Un fumogeno è esclusivamente coreografia ma non è e non è mai stato un’arma, ritenerlo tale è una idiozia incommentabile


  • Spartaco

    Evidentemente è difficilissimo capire che a forza di vietare vietare vietare tra gli applausi dei benpensanti, si arriverà a vietare qualunque manifestazione, poi gli scioperi (che stanno tantissimo sulle palle ai benpensanti), poi i gruppi di tre o più persone, poi metteranno il coprifuoco, poi la legge marziale, e anche allora le rane bollite diranno “ma no, ma è giusto vietare, chi non fa nulla di male non ha nulla da temere, no?”. Se ad una manifestazione è vietato fare qualsiasi cosa che non sia camminare in silenzio a testa bassa e pure vestiti come vuole Salvini, basta che un infiltrato faccia qualcosa di diverso per scatenare battaglioni di polizia sui dimostranti. E’ palese che il fioccare dei divieti serve a far sì che qualcuno li violi e attiri su TUTTI i manifestanti la repressione. L’obiettivo è criminalizzare e rendere di fatto impossibile la manifestazione pubblica di opinioni in contrasto con quelle di governo e di regime. Si chiama dittatura, per chi non lo sapesse.


  • STEFANO

    CARI BENPENSANTI, ALLORA DITEMI QUANDO VERRANNO POSTI I NUMERI SULLE DIVISE DEI POLIZIOTTI , CARABINIERI E FINANZA ? I DELINQUENTI IN DIVISA A GENOVA 2001 FECERO UNA MATTANZA, E ALLORA ? COME LI SCOPRIREMO, NON VERRANO SCOPERTI E ALLORA VIA CHE LA GIOSTRA DEL TERRORE CONTINUI A MASSACRARE IL POPOLO. CONTENTI VOI !!!!!!!. SIETE NATI PER ESSERE COMANDATI QUESTA è LA VERITà.


  • Roby

    Sanzionare e impedire ai “violenti” di picchiare e devastare è di per sé sacrosanto ma,
    il problema vero è che, oltre ai soliti cretini che non mancano mai, basterà un agente provocatore qualunque intenzionato, per conto proprio o da altri mosso, a far reprimere una manifestazione, lanciando un semplice petardo o indossando un casco, per ottenere l’effetto voluto !


  • Quarta Michele

    Se questo non è una riedizione di un regime fascista che usa altri mezzi (non potrebbe usare l’olio di ricino o l’omicidio politico: siamo nel 2019 d.c) e quindi “neo-fascista” cioè che si attiene agli stessi principi del vecchio ma con mezzi moderni. Poi la così detta sinistra del PD si è resa complice dell’approvazione di questo segreto liberticida. Mi stavo riavvicinando a codesto partito sperando che il nuovo segretario avesse a mente il significato ed i principi della sinistra ma evidentemente mi sbagliavo. Se dovesse morire mia moglie io venderò tuttp quello che posseggo ed emigrerò in Vietnam.


  • emanuele

    Siamo davvero alla frutta.


  • AC

    L’importante è che restino irriconoscibili ed inidentificabili i picchiatori in divisa…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *