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Roma. Una grave sentenza a sostegno della proprietà immobiliare

Il Tribunale Civile di Roma ha emesso una nuova – e gravissima – sentenza a tutto vantaggio della proprietà immobiliare. In essa si legge che lo Stato deve sgomberare i palazzi occupati perché deve impedire che vengano commessi reati: se non lo fa deve risarcire i proprietari. Deve prevalere infatti il diritto dei proprietari sull’ordine pubblico. Inutile dire che questa sentenza emessa dal giudice Lilia Papoff, ha fatto esultare la Confedilizia, ossia l’organizzazione dei padroni immobiliari.

Nei mesi scorsi i proprietari della società «Oriental Finance» avevano chiesto al Tribunale Civile di riconoscere i danni per il mancato utilizzo di due palazzi di via del Caravaggio a Roma (zona Tormarancio). I padroni dell’immobile denunciavano che “il 6 aprile del 2013 sono stati occupati da 350 persone che poi manomettevano le centrali termoelettriche (che servono anche l’albero che si trova accanto) provocando un blackout, la rete idrica e antincendio oltre ad aver fatto lavori abusivi di ristrutturazione”.

Ma quello che chiedono (e che il tribunale gli ha riconosciuto) è in realtà l’indennizzo relativo ai mancati guadagni. Il tribunale gli ha riconosciuto il diritto a ottenere la restituzione dei danni subiti a partire dal momento in cui la magistratura aveva ordinato il sequestro preventivo che però non è stato eseguito. La mancata remunerazione è stata quantificata in 266mila euro al mese a partire dal settembre 2014 e andrà pagata dallo Stato (in questo caso il Ministero degli Interni) “fino a che lo stabile non sarà completamente libero”.

In sede di dibattimento, l’avvocatura dello Stato ha spiegato che il Comitato per l’ordine e la sicurezza aveva deciso di intervenire per lo sgombero ed aveva anche interessato l’amministrazione comunale per trovare delle soluzioni alloggiative temporanee per i casi più gravi. Una giustificazione che il tribunale non ha ritenuto però sufficiente, perché per il tribunale prevale la necessità di “tutelare giuridicamente la pretesa dell’individuo proprietario dell’immobile a non essere ulteriormente pregiudicato dalla commissione del reato”. Non solo. “Le forze di polizia — scrive il giudice — divengono vincolate, nell’attività di tutela dell’ordine pubblico e della pubblica sicurezza e del rispetto delle leggi, e in particolare nella tutela della legalità, a intervenire nell’interesse del singolo”. Anche perché, scrive la sentenza “sull’amministrazione dell’Interno grava l’obbligo giuridico di impedire l’altrui illecito vale a dire l’occupazione — e soprattutto di adottare in un lasso di tempo favorevole le misure necessarie per porre ad essa fine”.

La Oriental Finance srl, con sede a Roma, è una società di capitale con un unico socio e di occupa di compravendita di beni immobili effettuata su beni propri.

Su questo conflitto – costituente e dirimente – tra diritto di proprietà ed esigenze sociali nella soluzione dell’emergenza abitativa, abbiamo scritto solo pochi mesi fa che questa materia va sottratta alle valutazioni della magistratura o degli apparati dell’ordine pubblico e restituita alla “politica” nella individuazione delle soluzioni (in questo, del tutto paradossalmente, ha ragione il capo della polizia Gabrielli).

In effetti la legislazione esistente non prevede in nessun luogo un diritto alla casa. Un “legalitario” ottuso, o un reazionario conseguente (i quali finiscono per coincidere), ne può che trarre dunque la conclusione che le occupazioni di immobili, a qualunque fine (abitativo, sociale, culturale, ecc), sono “semplicemente dei reati che vanno perseguiti”. Un politico di media intelligenza, di qualsiasi orientamento ideologico, sa invece che è suo preciso compito comprendere il modificarsi o il venire alla luce di bisogni sociali irrisolti o di nuova formazione, predisponendo gli strumenti legislativi e amministrativi per affrontarli. Se si procede solo attraverso le leggi esistenti, è ben noto che non sono state fatte quelle che attuano o tutelano i diritti sociali, esistono solo quelle che tutelano gli interessi della proprietà privata ed a questa danno la supremazia.

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