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Sono contro il carcere. Anche per chi si chiama Ligresti. Mi basterebbe fossero condannati a risarcire i danni sociali delle loro attività affaristiche e che ci dessero dimostrazione pratica di come fare a vivere con lo stipendio medio di un salariato. E non sono contraria all’attitudine umanitaria proclamata della ministra Cancellieri. Il fatto è che la totalità degli ospiti delle patrie galere, con rare eccezioni, non riesce a parlare neanche con un educatore, con un avvocato di fiducia, figuriamoci con i vertici del ministero. Allora, una tantum, bisognerebbe sanare tanta disparità e non chiamare “clemenza” il diritto di uguaglianza di fronte alla legge che le amnistie rappresentano. Così, tanto per dire…

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