Putin ne sa davvero una più del diavolo. Missili finiti? Fuoco alle pale. Droni che scarseggiano? Lavatrici volanti. Mitra che si inceppano? Dita a baionetta. Veleno introvabile? Caccia alle rane.
Così, tanto per non sbagliare e assicurarsi il risultato, avrebbe ammazzato Navalny, uno che in Russia non si fila nemmeno sua madre, ben due volte. Colpo di grazia fantasy: con la rana freccia dal veleno formidabile, fatta arrivare appositamente dall’Ecuador aggirando le sanzioni che Draghi ebbe modo di definire devastanti. Ma alle rane, il becchino della Troika, evidentemente non ci aveva pensato.
Cra cra.
Navalny, la cui autorevolezza in patria era quella che in Italia potrebbe avere un servizio di Striscia o di target similari, non torna alla ribalta in questi giorni per i casi della vita.
Il fandonificio liberal ha evidentemente ricevuto l’incarico di buttare in vacca lo scandalo epocale dei file di Epstein, tra cannibalismo e bordelli vari, facendo rumore.
Cra cra.
Così, ecco servita ai beoti dell’Occidente collettivo la distrazione di massa. Putin, ancora lui. Prima i giornali hanno tentato di tirarlo dentro nel troiaio di Epstein, salvo poi rendersi conto che i file lo citavano perché gli si cercava di fare la pelle e la gente avrebbe forse potuto accorgersi dell’inganno. Quindi hanno riesumato lo svendipatria eterodiretto dalla CIA che piace all’Occidente che piace.
A questi signori va riconosciuta una fantasia da primi della classe. Anzi, da Hollywood.
Cra cra.
* da Facebook
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