Il 20 ottobre 2026 l’Italia ha raggiunto e superato le mille vittime del lavoro nell’anno. Sono 1.002 per l’esattezza. Nel 2025 il “traguardo” era stato raggiunto il 13 novembre, siamo dunque in anticipo di 24 giorni, segno che la mancanza di sicurezza sul lavoro è un problema che si aggrava anno dopo anno.
Oggi ha provato a ricordarlo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che mai in precedenza aveva usato parole tanto nette: “Gli infortuni e le morti sul lavoro rappresentano una delle emergenze più gravi del nostro Paese”.
Ci vorrebbero dunque un Governo e un Parlamento capaci di raccogliere l’ennesima denuncia di Mattarella, ma questo Governo e questo Parlamento (non che gli altri avessero brillato per impegno) hanno altro per la testa.
La parola “sicurezza” per loro ha valore soltanto quando associata ai temi dell’ordine pubblico e della microcriminalità.
In quattro anni Meloni e la sua maggioranza hanno varato ben sette tra decreti legge d’urgenza e pacchetti sicurezza riguardanti i più svariati argomenti ma mai hanno contemplato l’ipotesi di occuparsi della sicurezza dei lavoratori.
Qualche vetrina sfasciata vale più di mille vite spezzate.
* da Facebook.com/Mortidilavoro
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