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Retata repressiva a Milano contro giovani e minori

La sicurezza di Meloni e Sala è la città caserma!
A Milano oltre 19.000 giovani identificati di cui 2000 minorenni, 79 arresti, di cui 25 minorenni, e altre 98 persone denunciate. Sono i numeri della maxi-operazione di polizia condotta in città e nell’hinterland contro la cosiddetta “criminalità giovanile”.
Mentre crescono povertà e disuguaglianze, le istituzioni rispondono con controlli e repressione.
Numeri presentati come un successo delle politiche di sicurezza, ma quali sono le condizioni sociali ed economiche in cui stanno crescendo le nuove generazioni?
A Milano, città sempre più inaccessibile per chi vive del proprio lavoro, migliaia di giovani crescono in quartieri segnati dalla precarietà, dalla povertà, dall’abbandono scolastico e dalla mancanza di prospettive. Mentre gli affitti diventano insostenibili, i salari non bastano e gli spazi di aggregazione vengono meno, la risposta delle istituzioni continua a essere fatta di controlli, identificazioni e arresti.
Centrodestra e centrosinistra continuano a proporre la stessa ricetta: più controlli, più militari, più repressione. Ma la vera sicurezza si costruisce garantendo diritti, dignità e prospettive di futuro.
Il 30 ottobre Milano ha dimostrato che esiste un’altra strada. In occasione dello sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base, 100.000 persone hanno riempito le strade della città e 2 milioni sono scese in piazza in tutta Italia, rilanciando subito con una data di mobilitazione nazionale a Roma il 12 dicembre che mandi a casa il governo del carovita del riarmo e della repressione!
Quella rabbia non può fermarsi. Deve trasformarsi in organizzazione, partecipazione e conflitto sociale, per costruire un’alternativa capace di rimettere al centro i bisogni reali delle persone.
Meno repressione, più diritti!
Organizziamo la rabbia, costruiamo l’alternativa!

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