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Il delirio sul green pass

Col passare dei mesi, a un anno e mezzo dall’inizio ufficiale della pandemia, nulla sembra più certo. Anche invocare i fatti, discrimine invalicabile tra idee buone e sbagliate, appare inutile. Avranno anche “la testa dura”, come recita il proverbio inglese spesso citato da Marx, ma accanto al “fatto” per eccellenza – la pandemia continua, il virus muta e circola – in tanti si mettono ad elencare cento altri fatti e fatterelli che dovrebbero “complessificare” il quadro. Ma che in realtà moltiplicano le incertezze e rendono impotenti, al limite del ridicolo.

Siamo intervenuti fin dall’inizio su quest’ordine di problemi e non abbiamo trovato fatti che ci obbligassero a cambiare analisi, mentre ovviamente l’andamento il procedere/estendersi del contagio ci ha portato più volte a cambiare la prognosi e dunque anche le terapie possibili.

Ragionare politicamente e criticamente sulla gestione della pandemia da parte di tutti i governi occidentali comporta infatti la necessità di pensare/dire cosa faremmo noi per risolvere il problema se avessimo il potere di decidere. Come per ogni altro grande tema sociale, peraltro.

Solo che qui si impone una distinzione fondamentale: sui problemi sociali (redistribuzione della ricchezza, rapporti di proprietà, scopi e qualità della produzione, ecc) ci si scontra con l’avversario di classe sulla base dei rapporti di forza. E’ un rapporto a due – proletariato/borghesia, per semplificare molto.

Mentre in casi come le grandi epidemie lo scontro tra noi e il potere verte sulla capacità o meno di risolvere un problema imprevisto, oggettivo, indifferente alle idee politiche e agli interessi sociali che travolge.

E’ un rapporto a tre. Popoli, capitale e virus. Come per l’ambiente, peraltro…

Nella “compagneria” la confusione è grande, ci sembra, proprio in virtù del fatto che si continua a ragionare come se fosse un rapporto a due (popolo e capitale/Stato) anche in questo caso.

E allora se ne sentono di ogni. Dalle tirate sui diritti individuali (come se stessimo discutendo di normative contrattuali e salariali) ai dubbi sui vaccini (più precisamente: se quelli approvati dall’Ema siano o no vaccini), dalla giusta preoccupazione sull’uso dei dati personali entro database sempre meno democraticamente controllabili, alla tentazione di dichiararsi “no green pass” con l’occhio (chiuso) verso le piazze dell’ultima settimana.

Inutile polemizzare con Tizio o Caio. La lista degli argomenti messi in campo è vasta, contorta, fatta di dubbi, “stranezze”, qualche antica certezza ideologica (sacrosanta, ci mancherebbe…). Il tutto impastato e shakerato forte. Inaffrontabile sul piano logico, scientifico, politico.

E infatti nella maggior parte dei casi (individuali o collettivi) la “conclusione politica” di questo discorsame si attesta sul classico “né… né”, sulla semina di dubbi, sull’indeterminazione. Comprensibile, in fondo, visto che dirsi “no green pass” significa politicamente trovarsi intruppati con Forza Nuova e l’ala “basista” della Lega. Mentre ammettere l’utilità di una certificazione che distingua vaccinati e non comporta automaticamente lo stigma “state col governo”.

Su come combattere il virus, silenzio. Non a caso. Il convitato è di pietra, meglio far finta che non ci sia.

Il declino della razionalità “di sinistra”, perlomeno nel nostro paese, matura così dentro i confini di due negazionismi (fintamente) contrapposti, che animano tifoserie cui è inutile chiedere alcunché.

Da un lato il negazionismo del morbo – il “virus non esiste, è un’invenzione per toglierci le libertà individuali” – dall’altro il “negazionismo del disciplinamento”, che invece “sottostima i dispositivi normativi imposti o autoimposti, tendendo in sostanza ad affidarsi all’apparato, partecipando in modo spesso silente a un processo di assiepamento che tende a coagularsi inevitabilmente intorno a leader paternalistici o autoritari”.

Come si vede, in entrambi i casi il cuore della questione sono le libertà individuali, da difendere a prescindere o da sacrificare in nome della lotta al virus. Ed è vero che proprio questo baricentro dell’ideologia neoliberale, trionfante come “pensiero unico” dopo ‘89, oggi è sottoposto a una tensione fortissima sotto il peso delle diverse crisi (economica, ambientale, sanitaria).

Lo schema interpretativo sembra soggettivamente solido: a un rafforzamento/occultamento dei poteri disciplinanti corrisponde un generale disciplinamento di massa, in ogni ambito della vita sociale. Soprattutto in ambito politico e sindacale.

E’ vero? Assolutamente SI’.

Come in tutte le “emergenze” – vere o false, sociali o belliche o sanitarie – il potere sfrutta paure e necessità di orientare le popolazioni per rafforzare i propri strumenti di controllo. E’ persino banale doverlo ripetere. Così come che sono le multinazionali a produrre i vaccini (ma anche le auto, gli smartphone, la benzina, i jeans, lo shampoo, il cibo, ecc).

I più maiali, in questo gioco, sono i signori di Confindustria. Gli stessi che a marzo 2020 si opponevano alle “zone rosse” in Val Seriana e altrove, imponendo ai propri dipendenti (tramite il governo) di continuare ad andare a lavorare (e quindi ad ammalarsi, e “pazienza se qualcuno muore”), minacciando il licenziamento, ora chiedono che il green pass sia obbligatorio per entrare al lavoro. E minacciano altrimenti di licenziare.

Come si vede, per Confindustria c’è un solo punto fermo: qualsiasi occasione è buona per aumentare la libertà di licenziare. Che indirettamente significa aumentare il proprio potere sui lavoratori. Della cui salute, come dimostrato fin dall’inizio della pandemia, non importa assolutamente nulla.

Il governo agisce per loro conto e incentiva tutte le forme di controllo/pressione per diminuire le capacità di resistenza, individuale e collettiva. E’ così, è sicuro.

Altra domanda centrale: le misure di disciplinamento (lockdown, distanziamento, mascherine, lavaggio mani, limitazioni alla circolazione delle persone, ecc) prese dai governi occidentali hanno avuto effetto sulla pandemia?

Assolutamente NO.

O meglio: hanno limitato molto parzialmente la diffusione in alcuni momenti, tenendo d’occhio il tasso di occupazione dei letti di terapia intensiva negli ospedali, per evitare il collasso delle strutture sanitarie e il tracimare di morti, panico, ecc, che avrebbero certificato l’incapacità dei governi di gestire la situazione.

Ma non hanno impedito la diffusione del virus. Del resto, sia il governo Conte II che il Draghi I hanno ripetuto sempre che bisognava “convivere con il virus”… Mica come quegli “autoritari” dei cinesi che fanno scattare lockdown e tamponi per tutti non appena si registra qualche caso di contagio (per 98 casi, a Nanchino, stanno testando 11 milioni di abitanti; qui avrebbero detto “sono pochi, andiamo avanti tranquilli…”).

I lockdown, come abbiamo scritto spesso e fin dall’inizio, sono stati molto spesso “finti”, pieni di eccezioni e trucchi (quelli sui “codici Ateco” delle imprese, ricordate?), contraddittori (si possono fare gli “assembramenti” per lavoro, ma non per divertimento), ridicoli.

Detto questo, si deve, o no, combattere il virus? E se sì, come?

Di fronte a questa domanda si aprono due strade. La prima, come detto, è negare che il virus esista, considerare “tutto una manovra per fregarci” e via castellando complotti dietrologici, “piani Kalergij”, “Bill Gates” e rumenta varia in stile no vax.

L’altra strada NON E’ quella di “obbedire passivamente al governo”, ma di indicare quale strategia – e quale sistema di misure sanitarie – andrebbe adottata. Siamo comunisti, diavolo!… vogliamo cambiare il mondo e non sappiamo dire come?

E se si vuole fermare una pandemia – a questo punto della storia, quando il disastro è stato già combinato dalle imprese e dai governi – non ci sono molte alternative: OBBLIGO VACCINALE per tutti coloro che sono in condizione di poterlo ricevere. Un anno e mezzo fa, in altre condizioni (e senza i vaccini), dicevamo “tamponi per tutti e chiusura delle zone focolaio”.

Un governo seriamente preoccupato di salvaguardare i propri cittadini non avrebbe dubbi, imporrebbe l’obbligo. E si assumerebbe anche quella in fondo piccola percentuale di impopolarità (quel 25% circa di scettici, incerti, dubbiosi, ecc) pur di arrivare al risultato.

Ma abbiamo di fronte governi vili sotto ogni punto di vista.

Sul fronte dei vaccini, per esempio, sono oggettivamente dipendenti dalle scelte delle Big Pharma occidentali. Gli unici vaccini ammessi sono quelli “euroatlantici doc” (porte chiuse – a prescindere – a quelli cubani, cinesi, russi). I brevetti privati su quei prodotti non possono essere toccati, tantomeno liberalizzati.

I quantitativi sono così insufficienti sia per le popolazioni occidentali che, a maggior ragione, per il resto del mondo. E come ci spiegano gli epidemiologi, se non vaccini tutta l’umanità il virus circola, evolve, muta, torna e ti sega anche lì dove pensavi essere protetto.

Preferiscono come sempre scaricare la responsabilità e le colpe sui “cittadini”, genericamente intesi, perché non rispettano individualmente le misure “consigliate”.

Così, invece dell’obbligo vaccinale per tutti, si inventano “misure incentivanti” – il green pass rientra nello schema – che possano spingere ad accettare la vaccinazione, ma fingendo di rispettare la “libera scelta individuale”.

Che, sia detto sommessamente ma definitivamente, in una pandemia non ha diritto di esistere. Prima che fossero scoperti i vaccini chi provava a fuggire da un contenitore di infezione (una nave, un sanatorio, ecc) veniva fucilato, non “rispettato”.

In una pandemia conta la collettività, l’interesse collettivo, la società prevale sull’individuo. E’ come per la difesa dell’ambiente: il pianeta si può salvare – e con lui l’umanità – se si adottano politiche produttive e di consumo che superano “l’anarchia del libero mercato capitalistico”.

Se si adottano politiche che limitano alla sola sfera privata la “libera scelta” (proprio quella che i reazionari, invece, vogliono sempre “regolamentare” a suon di divieti).

L’individualismo è non solo reazionario, ma soprattutto dannoso per tutti.

Strano doverlo ricordare a dei comunisti…

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Argomenti:

32 Commenti


  • Fabio Giovannini

    nemmeno il partito comunista cinese è per l’obbligo vaccinale (quello russo è nettamente contrario), arrivano i maestri di comunismo su Contropiano a proporlo per l’Italia. Fiancheggiatori del governo e anzi istigatori delle frange piddine e berlusconiane più estreme: siete voi i reazionari e soprattutto dannosi per tutti, se proseguite con questa favola dell’individualismo senza capire che sono in discussione le libertà collettive. Strano doverlo ricordare a dei comunisti…


    • Redazione Roma

      Ma Lei si legge quando scrive, o meglio legge quello che scrive? Ma il senso della misura, del contraddittorio è ormai del tutto perduto? Perchè se arriviamo a questo cominciamo a bannare e tanti saluti


  • giancarlo+staffolani

    …”non hanno impedito la diffusione del virus. Del resto, sia il governo Conte II che il Draghi I hanno ripetuto sempre che bisognava “convivere con il virus”… Mica come quegli “autoritari” dei cinesi che fanno scattare lockdown e tamponi per tutti non appena si registra qualche caso di contagio (per 98 casi, a Nanchino, stanno testando 11 milioni di abitanti; qui avrebbero detto “sono pochi, andiamo avanti tranquilli…”)…..


  • Pietro Palumbo

    Ho letto l’articolo e concordo nella sua impostazione generale. Mi permetto comunque di esprimere rapidamente un’opinione che per quanto mi riguarda è estremamente chiara e limpida da sempre: “l’aspetto scientifico sanitario della pendemia non può diventare centarle rispetto alla questione politico-sociale” – La conoscenza più specifica relativa alla produzione ed all’efficacia di questo vaccino non può ostacolare l’obiettivo fondamentale dei compagni comunisti che è quello della battaglia secolare per la costruzione di un mondo nuovo, diverso da questo in cui viviamo – Chi intende rinunciare alla vaccinazione si allontana dal conflitto sociale! E’ necessario che i compagni comunisti si sottopongano tutti alla vaccinazione abbandonando il timore del rischio (reale) di un vaccino ancora in fase sperimentale anche se per i virus a catena RNA sarà difficilissimo realizzare un vaccino utile. La lotta di classe non può arretrare e la nostra linea dei tre fronti deve ritrovare quella sinergia utile alla crescita dell’organizzazione anche per un processo inarrestabile di ricomposizione della classe. A buon rendere


  • Mauro

    Veramente chi si fa’ “vaccinare”(quello che non capisco è perché tanta” compagneria”si ostina a chiamare vaccino un esperimento genico che avrà termine nel 2023 come dichiarato dalle stesse case farmaceutiche) è proprio perché vuole tornare a farsi i”cazzi propri”…individualmente…


  • Vittorio

    Riflessione articolata che rispetto e condivido, tuttavia mi rimane una perplessità. Possibile che non sia possibile nient’altro che “sparare alla schiena dei disertori”? Non riusciamo a trovare una formula che non costringa a vaccinarsi anche chi è assolutamente contrario e non da adesso? Costringere a iniettarsi un siero sperimentale non è cosa da poco. Intanto pretendere una corretta informazione generale sul siero, la composizione, l’azione sul corpo umano e poi non rinunciare ad esporre, confrontarsi, senza demonizzare ma su solide basi scientifiche, ed ancora caricarsi di ogni possibile conseguenza da parte dello Stato. Insomma, ci sarà qualcosa da tentare prima della scelta poco popolare dell’obbligatorietà.


    • Redazione Contropiano

      Gli errori catastrofici dei governi neoliberisti, dall’inizio della pandemia, hanno creato una situazione infernale in qtutti i paesi dell’Occidente. QUel che si poteva fare all’inizio (e che fanno ancora adesso in Cina (lockdown limitati ai focolai etamponi per tutti) qui ormai sono roba passata. Un problema SISTEMICO – che riguarda la collettività, non solo i singoli individui – richiede risposte sistemiche. Che siano popolari o no (e sorvoliamo sulla “comunicazione” bastarda dei media mainstream, fin dall’inizio…). Ormai, ora, adesso, non ci sono alternative all’obbligo vaccinale (tranne che per coloro non possono riceverlo e,forse, per i bambini).


  • antonio

    una analisi che sicuramente “costringerà” o “solleciterà” molti (compagneria compresa) a fare i dovuti conti con la propria capacità etica e sapere critico nel dover e quindi nel poter distinguere la diversità esistente tra questi due concetti storici ed etici: “collettivismo” – “individualismo”.
    Credo semmai; che il problema vero e concreto consista nel “negazionismo”! Negazionismo come pratica o scelta strategica molto simile a quella che vede lo struzzo: “nascondere la sua testa nella sabbia”; per non vedere il pericolo e tentare così una “possibile” (?) fuga!
    Aggiungo volentieri questo commento “pescato” (eheheh) nella rete: “… un consistente gruppo di soggetti altrettanto non indifesi culturalmente, ma anzi attrezzati con lauree e professioni impegnative, e arrivano da sinistra, magari quella new age, omeopatica, legittimamente diffidente e ostile alle multi del farmaco, ma incapace di rendersi conto che quel terreno che stanno calpestando e’ il campo del nemico, quel campo dell’individualismo libertariano, nimby, gentista, che e’ la negazione del sociale, del bene comune del rispetto dei diritti, primo di tutti quello alla salute e alla cura.
    Oggi e’ un terreno cosparso di trappole e specchietti per una caccia di frodo al cittadino disorientato, e i richiami sonori hanno voci da filosofo e opinionista progressista…”.
    PS 2: Leggetevi John Rawls che scrisse: “liberalismo politico” (https://www.ibs.it/liberalismo-politico…/e/9788806211936).
    Potreste così poi conoscere meglio quale origine e sintesi sta conseguendo il concetto di “individuo” e sopratutto la sua protesi dottrinale filosofica; sociale e politica: “iINDIVIDUALISMO”.


  • Pierangelo+Francescato

    Per chi e’ piuttosto duro di comprendonio, e ci racconta che nemmeno i cinesi sono per l’obbligo vaccinale, non ci vuole molto a capire che forse non ne hanno bisogno. Questo perché hanno saputo mettere in atto azioni più risolutive, ciò consente loro di fare limitate chiusure, e riaprire rapidamente, ripristinando la vita normale. Evidentemente il primo 0biettivo è proprio il bene collettivo. Chi non capisce che l’uso “dogmatico” che si fa del concetto di libertà individuale proviene proprio dalla logica neoliberale provi a richiamare alla mente quello che era un concetto base di una grande artefice del pensiero unico neo-liberista come Margaret Thatcher : ” la società non esiste”.


  • Marco

    “non ci sono alternative all’obbligo vaccinale”, mi ricorda qualcosa di thatcheriana memoria, il famoso ultraliberista T.I.N.A.; comunque, mi chiedo, e tutta la medicina precoce sin qui sviluppata, sparita dal dibattino pubblico dei grandi canali di comunicazione? Ci sono associazioni di medici che stanno curando con grandissimo successo, gratuitamente, una platea enorme di persone con diverse soluzioni. Solo il fatto che questo tipo di medicina sia totalmente sparito dalle discussioni dovrebbe far pensare…


    • Redazione Contropiano

      Il vero punto centrale della Thatcher è stato: “non esiste la società, ci sono solo individui”. E tu sembri dentro quel mantra fin sopra gli occhi… Con l’aggravante del “noncelodicono”…


  • giorgino

    Certe posizioni, ben espresse da Cacciari ed Agamben, sono la modalità piu astuta con cui la classe dirigente cerca di assolvere se stessa, e di riassorbire il giusto scetticismo dei tanti verso le verità di comodo del Capitale, ovvero questi filosofi di regime sono parte integrante del Dispositivo Capitalistico di Produzione Tecnocratica della Verità che molti in queste recenti discussioni richiamano

    Questi filosofi di regime fanno del geen pass la querelle epocale, mentre questo è solo la sanzione giuridica di una opzione vaccinale imposta dalla situazione determinata in cui ci troviamo, sicché impostando il focus sul formalismo del green pass, questi chierici di regime procurano di distoglierci dai veri dati di realtà, ottenendo di assolvere una intera classe dirigente, la cui colpa finisce per apparire solo quella di attuare l’ennesima misura giuridico-formale di natura autoritaria (senza green pass, non ci sarebbero state le piazze che abbiamo visto di recente) .

    Invece le nostre classi dirigenti sono responsabili di molto peggio, proprio di aver prodotto con le scelte pregresse (ad es mancata requisizione autobus turistici per il trasporto pubblico), la situazione determinata in cui ci troviamo, nella quale il vaccino è l’unica via di uscita disponibile : al contrario dei bottegai che la smetteranno al primo sgravio fiscale, l’iniziativa che potrebbe essere all’altezza della situazione, sarebbe appunto quella di riempire le piazze per incriminare una classe dirigente, la quale ha subordinato le esigenze di lungo periodo della nostra salute ai profitti privati, riducendoci alla necessità del vaccino.

    Il Capitale ha prodotto la prevedibilissima pandemia (salto di specie baraccamenti terre vergini per i materiali rari, allevamenti intensivi in cui i virus si ricombinano milioni di volte), la ha lasciata sviluppare per proteggere i profitti, come minimo bisogna cominciare a pensare a delle pratiche di controllo e decisione dal basso sul rapporto con la natura, monitoraggio e decisioni dal basso sulle politiche sanitarie. E l’unica via di uscita, e non è utopia, se fosse solo utopia i Cacciari e gli Agamben non starebbero li a produrre ideologia e stronzate per distoglierci da tutto ciò


  • luca massimo climati

    Sono in perfetta SIMBIOSI con la tesi di questo ottimo articolo. Ricordo comunque ai comunisti di cartapesta, critico con la condotta del governo Conte2, a mio avviso sempre discutibile ma MIGLIORE dell’attuale barbarie Draghi . Nel governo Conte2 ci stava il PD ed Italia viva…meglio dire morta: quale poteva essere la mediazione che ne sarebbe uscita?
    Ma che qualcuno abbia scambiato un onesto DC di sinistra…..con Fidel Castro?


  • lando

    Non siamo a Cuba, non siamo in Cina dove esiste una società basata sul collettivismo. Qui siamo in uno Stato Capitalistico di Merda , il piuù merdoso di europa tutto questo anelito alla responsabilità collettiva lo lascio a Mattarella.
    Non si puà essere a favore del Green Pass in nessun caso e con nessun argomentio. Se sono Criminali in econpomia e politica lo sono sempre e non si preoccupano della nostra salute-


    • Redazione Contropiano

      Sì, certo, lo sappiamo da sempre…. E allora che facciamo? Lsciamo che il virus faccia il suo lavoro per fare un dispetto a quattro stronzi venduti?


  • Leonardo

    Ho spesso apprezzato diversi interventi di Francesco Piccioni. In questo caso devo prendere atto di una caduta verticale sia nei toni – “Delirio del Green pass”, “compagneria” e nei contenuti che al netto del discorso ripropone l’obbligo vaccinale e la solita posizione pilatesca sul green pass sorvolando che quest’ultimo provvedimento – preso a se stante- può sembrare anche solo “bislacco” – come ha sostenuto in un altro scritto – se non lo si colloca in un più ampio processo di restringimento delle libertà collettive , di controllo sociale, di gestione militare della crisi pandemica (vedi coprifuoco, il generale Figliuolo), che , credo, non possa non essere motivo di riflessione e preoccupazione da parte dei “comunisti” sugli orientamenti mostrati dal capitale per affrontare la crisi. Non si può usare l’emergenza pandemica per esorcizzare un dibattito pubblico su quale sia il posto dei comunisti in tutta questa vicenda. Ne scomodare la “compagneria” cinese presa a riferimento omettendo maliziosamente ciò che la “compagneria” francese sta facendo mai menzionata dal redattore di Contropiano nell’articolo. Da Piccioni mi sarei aspettato un po più di umiltà , trasparenza e domande sia come compagno e sia come giornalista di una testata comunista. Todo cambia.


    • Redazione Contropiano

      Le critiche non ci fanno paura, ma resta il fatto che anche tu – come altri – eviti accuratamente il “convitato di pietra”. Come si combatte una pandemia, a questo punto? Ora che il virus circola liberamente?
      E, se permetti, castellare in tondo senza affrontareil problema non porta mai lontano…


  • lando

    1)Tracciamento,ormai abbandonato,2) Cure domiciliari per la popolazione fino a 50 anni 3)Vaccino per i fragili possibilmente che abbia finito i trials 4) potenziamento della medicina territoriale 4) requisizione del 30% dei posti letto preivati.
    Può bastare o è più sicura Pfizer.


    • Redazione Contropiano

      Non siamo virologi né epidemiologi, ma militanti politici rivoluzionari. Siamo ovviamente d’accordo con la requisizione dei posti nella sanità privata, sul resto si deve ragionare – se fossimo noi a governare – con quel che c’è di sicuro. Quindi i vaccini (compresi in “non euroatlantici”, come i cubani, cinesi, russi), lockdown per la zone focolaio, tracciamento… Sulle cure domiciliari serve un protocollo affidabile e riconosciuto dalla comunità scientifica (che non è solo “euroatlantica”, notoriamente), altrimenti si resta nel chiacchiericcio fai-da-te…


  • Lando

    Il Green Pass nei luoghi di lavoro significa licenziamenti selettivi con tanto di applauso. Possiamo cominciare da qui?


    • Redazione Contropiano

      La risposta sta nell’articolo. Basta leggere…


  • Maria

    Condivido tutto, dalla prima riga all’ultima.


  • marco

    Grande Francesco!! Grazie.


  • luca massimo climati

    Leggendo commenti, immagino in buona fede, ma allucinanti ed anti-logici, quindi di fatto romantici ed A-marxisti( forse faccio anche un torto al ruolo storico del Romanticismo come anche corrente di posizione politica al tempo) sono costretto ad intervenire ancora. Questa volta i Compagni di Contropiano hanno colto chiaramene nel segno. Il fatto di avere IL GOVERNO INSIEME A QUELLOMONTI PIU’ OPPRESSIVO DI CLASSE DAL 1945, non autorizza a far finta che il virus non esiste. Se i rapporti di forza hanno determinato una scelta ad esempio sui vaccini tale da determinare una interruzione di quello ITALIANO , con rif. alla Corte dei Conti, fatto a mio avviso ancor più grave della non adozione dello Sputnik o del Sinovac o di altri vaccini non-atlantici, dobbiamo prenderne atto, ma non giocare da ragazzini da collettivo politico anarcoidi con la salute del nostro Popolo e scusate con “i cazzi amari reali esistenti ” per tutti. Invece dovremmo INCALZARE IL GOVERNO PADRONALE SULLE SUE CONTRADDIZIONI, controllando, verificando e accusando …..ma anche promuovendo una linea alternativa che necessariamente deve partire da due aspetti
    La PRIORITA’ DELLA SALUTE PER TUTTI E LA LIBERALIZZAZIONE DEI VACCINI E LA ORGANIZZZIONE DELLA SANITA’ PUBBLICA E RELATIVA VALORIZZAZIONE IN RETE TERRITORIALE, RICERCA E TRACCIAMENTO SERIO. Il contributo di qualche associazione volontaria è lodevole ma non basta a risolvere il problema . la cruda realtà è che CURE DEFINITIVE NON ESISTONO: SOLTANTO VACCINI SPERIMENTALMENTE BUONI….E SU QUESTI SI SVOLGE LA BATTAGLIA E STA LA LUNA….NON IL DITO. Tutto il resto è fuffetta.


  • Mauro

    Resistiamo compagn*e compagn*…il meglio deve ancora venire(e non vi grattate…)


  • alessandro baccarin

    Cari amici,
    Leggo sempre molto volentieri le vostre pagine, che costituiscono una delle poche voci vere, nel senso che osservano la realtà, del panorama dell’informazione attuale. Tuttavia, questa scelta per l’obbligatorietà non la condivido proprio. Spesso osservo che prendete a modello la Cina, con le sue campagne di prevenzione: senz’altro vero, ma l’altra faccia di questo processo è il controllo cibernetico capillare della popolazione, implementata proprio dalla tecnologia digitale di cui i Cinesi sono oggi i principali fautori.
    Un secondo dubbio mi viene sul tema della responsabilità individuale e collettiva: dato che ormai è assodato che anche i vaccinati con la seconda dose sono portatori del virus, la vaccinazione ha perso molto del suo potenziale nella responsabilità collettiva. Ovvero: se mi vaccino è soprattutto per proteggere me stesso, piuttosto che gli altri. Se ricordate, una situazione analoga si è avuta durante gli Ottanta, quando emerse l’HIV: anche allora venne proposta la schedatura dei sieropositivi, rifiutata proprio per l’intervento delle associazioni Gay che furono le principali a sostenere una lotta per una cura gratuita e per le politiche di protezione nell’attività sessuale. In quel caso si decise di percorrere la strada della cura, piuttosto che del vaccino, una strada di sangue, perché pure allora le multinazionali lucrarono immensamente sui farmaci e sulla morte della gente.
    La proposta della vaccinazione obbligatoria ha il sapore del totalitarismo quanto quello emanato dal tecno-capitalismo sulla punta delle baionette finanziarie e metalliche.
    Un caro saluto
    Alessandro


  • marco

    personalmente se l’EMA avesse approvato il sinovac, lo sputnik o se si fosse andati a fondo sui vaccini in studio allo spallanzani, cioè tutti quelli prodotti da un istituto pubblico (italiano, russo, cinese o cubano… poco mi interessa) mi sarei già vaccinato.
    Anzi, per quel che mi riguarda avevo anche telefonato allo spallanzani per offrirmi di partecipare come volontario alle sperimentazioni sul vaccino russo.

    Ma di firmare una cambiale in bianco per cure sperimentali (alcune delle quali genetiche) a delle multinazionali tra cui alcune con la fedina penale veramente lercia, proprio non me la sento.

    Se il governo si prende la responsabilità di imporre l’obbligo vaccinale con decreto mi sta bene.
    Almeno in caso di effetti indesiderati io o i miei eredi avrebbero un responsabile.

    Se il governo accettasse i vaccini prodotti da quegli istituti pubblici di paesi non proprio amati da wasinghton mi sta bene.
    Se malauguratamente dovessi incorrerre in eventi avversi almeno avrò la magra consolazione di non aver ingrassato a fondo perduto con le mie ossa qualche CDA a stelle e strisce (tutti dobbiamo morire, ma scegliiere il modo in cui andarsene è un privilegio di pochi)

    Se il governo sbloccasse i fondi alla ricerca pubblica per la produzione di un nostro vaccino mi starebbe più che bene.
    Ho piena fiducia nei nostri scienziati ed è noto, che benchè massacrato da tagli e privatizzioni il sistema sanitario italiano offre ancora parecchie eccellenze.
    In questo acaso addirittura mi offrirei volontario per la sperimentazione.

    Purtroppo nessuno di questi casi si profila all’orizzonte.
    Quindi in modo pragmatico, aspetterò settembre e la revisione dell’EMA sullo sputnik (dilazionata solo grazie ad artificiose pastoie burocratiche ma lodato dalle migliori pubblicazioni scientifiche) e poi, pagando di tasca mia con un non indifferente costo sulle mie magre finanze, andrò a vaccinarmi a San Marino con il prodotto che mi ispira più fiducia tra quelli disponibili


  • Mauro

    Dicono che l’EMA sia finanziata x il18%da enti pubblici x il restante 82%dalla BlackStone “propietaria”della Pfizer ed altre aziende farmaceutiche minori;l’EMA è l’agenzia che rilascia il’certificato di bontà’dei ‘vaccini’…quindi..ho dei colleghi vaccinati conAstrazeneca che ‘protegge’ al60%dal virus altri vaccinati con Pfizer che “protegge”Al 90% …non vi sembra ingiusto?


    • Redazione Contropiano

      “Dicono” è una formula che si può usare per il pettegolezzo, non per le informazioni di importanza vitale.
      Il finanziamento dell’Ema avviene in questo modo, al momento: “Per il 2021, il budget totale dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ammonta a 385,9 milioni di euro. Circa l’86% del bilancio dell’Agenzia deriva da diritti e oneri a carico delle case farmaceutiche, e il 14% dal contributo dell’Unione europea (UE) per questioni di salute pubblica e meno dell’1% da altre fonti”.
      In pratica: l’84% del bilancio è coperto dalla “tassa” versata dalle case farmaceutiche alla presentazione della domanda per l’approvazione di un farmaco (di qualsiasi tipo, vaccini compresi), il 14% con fondi della UE.
      Non amiamo notoriamente la UE, pensiamo che l’Ema sia molto dipendente dalle scelte politico-economiche di Bruxelles, ma è disinformazione pura “dire” che sia finanziata da Blackstone o soggetti diversi.


  • Mauro

    E comunque le porcate le fanno sempre in Agosto:bombe sui treni,nelle stazioni,Ustica,licenziamenti dopo lo sblocco,greenpass…


  • Miran

    Secondo me qualche domanda in più sulla reale funzione di questi vaccini dovreste farvela (se va bene riducono sensibilmente i sintomi gravi per un periodo incerto). Quanto alla riduzione del contagio sarà una chimera da inseguire: iniziano a risalire i contagi mano a mano che il viris muta e scema l’effetto di vaccini che puntano al riconoscimento di una sola proteina del virus: 2 mesi di lookdown e nuova dose.
    Si vede che l’egemonia culturale sulla salute non in mano al popolo. C’è grande ignoranza e la gente in generale non sa gestire il proprio organismo (ultra lavoro, stress, cibo spazzatura, sedentarietà estrema, ingnorare cure semplici naturali e precoci, ecc), in più la medicina territoriale è stata criminalmente disattivata, rendendo la pandemia molto più grave di quello che sarebbe potuto essere. Sono stati sviluppati vaccini da zero, ma abbiamo protocolli di cura meno elaborati di quelli di marzo 20.
    Pensare che la vaccinazione di massa sia “l’unica arma a nostra disposizione” è proprio falso.
    Cerchiamo di delegare meno anche la nostra salute.


    • Redazione Contropiano

      Se c’è “grande ignoranza e la gente in generale non sa gestire il proprio organismo”, come si fa – secondo te – a lasciar gestire la pandemia alle scelte individuali? Dovresti farti qualche domanda in più, ci sembra…

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