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Bologna. Una scelta di campo?

Al sindaco risponde immediatamente il centro sociale TPO , fra gli organizzatori della protesta, affermando attraverso uno dei suoi leader che “quella del sindaco è una bella scelta di campo!”.

La seconda, ci dice di un sondaggio di “Monitor città” che colloca Merola all’ultimo posto fra i sindaci delle aree metropolitane, nel gradimento dei cittadini.

Ma come, il sindaco apre ai movimenti giovanili che si oppongono allo strapotere finanziario e che hanno il consenso della grande maggioranza della popolazione ed allo stesso tempo non riscuote simpatie fra i suoi concittadini?

Se si approfondiscono un po’ le questioni vediamo però che il centro sociale in questione la sua scelta di campo l’ ha fatta da tempo, legandosi strettamente alla cgil e ad alcuni partiti del centro-sinistra , in particolare SEL e Verdi.
Anche il sindaco la  sua scelta di campo l’ha fatta da tempo sposando la tesi del privato è bello e dei “sacrifici necessari”.

Una scelta di campo fatta ben prima dei tagli imposti dalla manovra economica del governo Berlusconi, quando già nella prima seduta del consiglio comunale propose la cittadinanza onoraria all’ex commissario Cancellieri che aveva avviato le privatizzazioni dei nidi, tagliato gli stipendi ai dipendenti comunali e raso al suolo il welfare cittadino.

A ben vedere non ci troviamo quindi di fronte a delle notizie ma a fatti che già conoscevamo: un sindaco che taglia e privatizza e che quindi non è troppo amato e un centro sociale che in forma indiretta deve, nonostante tutto sostenerlo.
In definitiva, tutti e due giocano nello stesso campo (quello della giuntavcomunale) e nonostante un sapiente ed illusorio gioco di specchi, il campo è sempre quello. Un campo che a noi non piace e nemmeno tanto ai bolognesi.

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