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Solidarietà alla giornalista e pacifista Marinella Correggia

 

In questi giorni abbiamo assistito, allibiti, ad una serie di attacchi alla nostra collega Marinella Correggia, giornalista, pacifista dal 1991 e componente di lunga data della Rete NoWar – Roma.   Attacchi che respingiamo con sdegno perché infondati, strumentali e meschinamente ad personam.

Il lavoro che Marinella porta avanti da diversi anni, insieme ad alcuni di noi della Rete, è quello di smontare le bugie contenute in quel diluvio di notizie sensazionalistiche che i mass media usano regolarmente, si direbbe ad arte, per convincerci di sostenere interventi armati in paesi terzi.   Il suo è un lavoro di “pacifismo militante giornalistico”, gratuito e a sue spese (e quindi niente affatto “per conto terzi”).

Marinella, nello smontare le falsificazioni dei mass media, dà senz’altro fastidio a qualcuno, non abbiamo dubbi.  E non solo ai giornalisti interessati, ma anche e soprattutto ai ceti dominanti che cercano di promuovere, per profitto, le guerre di conquista fatte passare per interventi “umanitari” in Libia, in Afghanistan, in Iraq, nell’ex-Jugoslavia, ora in Siria.  Marinella sembra infastidire persino molti opinionisti politici che amano dipingere i conflitti in corso in modo semplicistico e del tutto subalterno ai mass media: “popoli coraggiosi che affrontano spontaneamente e a mani nude spietati dittatori i quali, assetati di sangue, non esitano a bombardarli”.  Marinella guasta la festa, scoprendo e documentando come, dietro queste sollevazioni senz’altro coraggiose e soggettivamente spontanee, ci siano anche registi occulti che armano i settori più estremisti, inviano nel paese in questione guerriglieri mercenari per aizzare il dittatore di turno e, quindi, provocano guerre civili per giustificare poi i loro interventi “umanitari” a suon di bombe. E che usano dunque, come i loro “apologeti de facto”, questi opinionisti e questi giornalisti compiacenti.

Marinella li denuncia, documenti alla mano; non sorprende, dunque, che qualcuno di loro, per stizza o per partito preso, denuncia Marinella — e, non avendo documenti di appoggio, ricorre all’insinuazione e all’attribuzione di intenti.  Ma ora basta.  Continuare a spargere queste denigrazioni potrebbe danneggiare seriamente l’attività giornalistica di Marinella.  Pertanto avvertiamo chi vorrebbe continuare a farlo che saremo solidali con Marinella nella tutela del suo nome e della sua professionalità.

Roma, 19 giugno 2012 

Rete NoWar – Roma

Firmatari: Nella Ginatempo,  Alessandro Marescotti,  Giulietto Chiesa,  Ufficio Centrale di Alternativa. Claudia Fanti e la redazione Adista,  Giovanni Sarubbi,  Sergio Cararo,  Mila Pernice,  Maurizio Musolino,  Loretta Mussi,  Alessandra Capone,  Alessandro Di Meo,  Andrea Dominici,  Anita Fisicaro,  Anna Farkas,  Antonella Recchia,  Antonio Deplano,  Armando Tolu,  Bassam Saleh,   Blanca Clemente, Luisa Morgantini, Bruna Felici,  Carla Razzano,  David Lifodi,  Dominique Sbiroli,  Enrica Paccoi,  Enza Biancongino,  Enzo Brandi,  Ernesto Celestini,  Flavia Lepre,  Francesco Lussone,  Franco Maresca,  Gianfranco Landi,  Haysha Moore,  Jasmina Radivojevic,  Laura Tussi,  Luciano Manna,  Mahamid Souad, Marco Benevento,  Marco Palombo,  Marco Papacci,  Marco Santopadre,  Maria Antonietta Polidori,  Maria Cristina Lauretti,  Mario Schena,  Marta Turilli,  Massimo Fofi,  Mirella Retico,  Ornella Sangiovanni,  Paola Tiberi,  Patrick Boylan,   Patrizia Cecconi,  Piero Pagliani,  Pietro Raitano,  Pilar Castel,  Roberto Battiglia,  RobertoLuchetti,  Rosa Maria Coppolino,  Samantha Mengarelli,  Sancia Gaetani,  Simona Ricciardelli,  Stefania Limiti,  Stefania Russo,  Tiziano Cavalieri,  Tullio Cardia, Francesco Santoianni,  Angelica Romano, Simona Ricciardelli. Francesco Lussone…

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