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Qualche domanda ai promotori del 12 ottobre

Riguardo alla manifestazione del 12 ottobre a Roma in difesa della Costituzione, vorrei chiedere agli organizzatori fan di Caselli ed estremi fautori della cultura della “legalità”, siccome la Costituzione, all’art. 27, comma 1, dice chiaramente che “la responsabilità penale è personale”, se non ritengono che invece il nostro codice penale è zeppo di reati “commessi in più persone ” come il “concorso morale” nel reato addirittura è previsto come specifica forma di reato, proprio il fatto di commettere un reato in due o più persone ( reato di concorso in…) per arrivare al massimo dei massimi, quell’inesistente reato denominato di “concorso esterno in associazione” capace di tradurre in reato associativo ogni forma di connessione con terzi che si possa immaginare tra cielo e terra.
Gran parte delle istruttorie sul terrorismo lavorarono soprattutto su questi elementi, oltreché sui sospetti e le intenzioni (il famoso “essere in procinto di”), su un’idea oltremodo estesa del concorso, del favoreggiamento, delle contiguità. Si arrivò a teorizzare il “fine terroristico” come sussistente “al di là dello scopo immediatamente perseguito dall’agente (omicidio, danneggiamento ecc.)” e di definirlo “reato a forma libera” il cui specifico dolo “offre l’elemento unificatore e l’essenza dei delitti terroristici” . In parole povere, terrorista è lo scopo, il fine ultimo, anche a prescindere da fatti concreti. Non c’è quindi da stupirsi se in molti casi si finirono per processare la personalità degli imputati e la loro ideologia. Terroristi si è, anche a prescindere da ciò che si fa. Terrorista è l’intenzione, contro la quale va combattuta una “guerra preventiva” che è tipica della società dittatoriali, del controllo. La “cospirazione” c’è, anche se non ha portato a niente. Si può essere processati per “insurrezione” anche se l’insurrezione non c’è stata: come disse Pietro Calogero, si tratta di un “reato a consumazione anticipata”, cioè – in parole poverissime – il vero reato è volerla, l’insurrezione. Tribunali della coscienza, estratto di santa inquisizione. Quindi se voglio prendere per buone le parole di Landini, Rodotà e Don Ciotti alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione, allora un buon modo per applicare la carta costituzionale sarebbe quella di cancellare tutta la legislazione d’emergenza in questo paese, che le procure e la magistratuta inquirente ha rispolverato con forza in questi anni, criminalizzando il conflitto sociale e producendo più di 17 mila procedimenti penali contro attivisti sociali.
 
* Osservatorio sulla Repressione

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1 Commento


  • Daniele

    Inutile cercare di parlare a gente come Landini, Rodotà. FIOM, M5S e teppaglia del genere, mi piacerebbe sapere da chi sono pagati, i grillini dal milionario fascioqualunquista Grillo, ma gli altri?

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