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L’Italia alla guida della politica estera europea…. nel momento peggiore

La nuova responsabile della politica estera dell’Unione Europea è l’attuale ministro degli esteri italiana Federica Mogherini, 41 anni, formatasi nei giovani dei DS e poi nel Pd, che va a sostituire l’algidissima baronessa britannica Ashton: la conferma ufficiale è arrivata dal vertice dei capi di Stato e di governo in corso a Bruxelles.

Il presidente del ConsiglioEuropeo uscente, Van Rompuy che sarà sostituito dal polacco Donald Tusk, ha presentato la Mogherini come “nuovo volto dell’Europa”. «

La Mogherini, che ancora ricordiamo quando voleva imporre la presenza di Fassino alle manifestazioni contro la guerra in Iraq, ha risposto alle critiche di inesperienza che le sono piovute da alcune testate come Financial Times e Le Monde. “Ho 41 anni, non sono giovanissima, ma l’età non si può cambiare. Quello che mi dà conforto è che il premier Renzi è più giovane di me, altri ministri europei lo sono, c’è una nuova generazione di leader europei e questo è molto positivo”.

Forse è bene ricordare che cosa significhi oggi fare l’Alto rappresentate per la Politica Estera e di Sicurezza dell’Unione Europea. Con il Trattato di Lisbona, l’Alto rappresentante ha la responsabilità quasi esclusiva per la gestione delle politiche e azioni nel campo delle relazioni internazionali, della sicurezza e anche della difesa dell’Ue. Presiede in modo continuativo, per cinque anni, il Consiglio affari esteri: il che significa che ne gestisce l’agenda, propone iniziative, individua le priorità. 

Ha poi a disposizione l’intero apparato del, Servizio Europeo per l’Azione Esterna (Seae) composto oggi da oltre 3mila unità (ma in crescita fino al limite di 6/7 mila) provenienti dai ministeri nazionali, dalla Commissione e dal Consiglio.

L’Alto rappresentante si occupa direttamente anche dell’Eda, l’Agenzia per la Difesa Europea, nucleo cruciale per il coordinamento fra le diverse difese nazionali nel campo strategico e industriale. Ha infine il comando delle missioni civili e militari dell’Ue nelle varie aree di crisi. E infine, per completare il quadro, è anche vicepresidente della Commissione con il compito di assicurare la coerenza fra la politica estera in senso stretto e le altre politiche esterne dell’Ue.

La prima verifica che attende la Mogherini è indubbiamente la crisi e il conflitto in Ucraina dentro il quale l’Ue si sta infilando sempre più pericolosamente. E se l’Unione Europea farà le scelte sbagliate in direzione dell’escalation, questa volta non ce la potremo prendere con i tecnocrati di Bruxelles ma con un dirigente che ha frequentato le riunioni del movimento per la pace, le manifestazioni dei Social Forum e quant’altro, fino a diventare parte dell’establishment o di averne cercato di rappresentarne gli interessi già dentro i movimenti pacifisti e il Social Forum Europeo e Mondiale. Tra l’altro lo scambio tra il via libera alla nomina della Mogherini con la nomina del polacco Tusk, oltranzista antirusso, alla presidenza del Consiglio europeo, non lascia affatto ben sperare. Al contrario.

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