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“La vittoria di Tsipras è un segno di rassegnazione e sconfitta”

Ho qualche difficoltà a capire i messaggi di esultanza che mi sono arrivati via sms da una serie di compagni dopo l’annuncio della vittoria elettorale di Tsipras. Qualcuno la celebrava addirittura come un trionfo contro le politiche di austerità (!!??). Forse non è chiaro che l’accordo con la Ue e la Troika prevede “riforme” che costeranno al popolo greco dieci volte di più di quelle che il 60% dei Greci aveva respinto con il referendum. Forse non hanno letto le dichiarazioni di sollievo con cui gli oligarchi europei hanno salutato la riconferma di Tsipras, descritto come un leader affidabile e “rinsavito” che ha definitivamente rinunciato alle velleità “massimaliste” e “populiste”, garante del rispetto degli accordi con i creditori. Il “Guardian” interpreta correttamente il rinnovo della fiducia a Tsipras come un segno di rassegnazione e sconfitta e richiama l’attenzione sul quasi 50% di astenuti, in larga maggioranza giovani, concludendone che vi è stato un chiaro slittamento della base elettorale di Siryza verso le classi medie e le fasce di età più elevate. “I suoi compatrioti”, gongola un articolo del Corriere, “hanno creduto alla sua trasformazione da tribuno di lotta a uomo di governo, capace di gestire una sinistra con meno slancio ideale ma più realista….Questa vittoria senza entusiasmo assomiglia all’ultima possibilità, per Tsipras e per una Grecia sempre più stanca e sfiduciata”. Vive congratulazioni da Renzi, al quale il “compagno” Tsipras somiglia sempre di più.

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