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The pros and cons of Biden election

La cacciata di Trump è stata, da un punto di vista generale di benessere del Pianeta, indubbiamente una grande consolazione.

Smorziamo però gli entusiasmi eccessivi, ricordando che storicamente i democrats sono più interventisti, mentre i republicans più isolazionisti, se si parla di politica estera. Che, per gli USA, si traduce in imperialismo capitalista.

Perciò, se parliamo di guerre di aggressione imperialista verso altri paesi, potrebbe non cambiare nulla, se non in peggio, con Joe Biden.

Tuttavia, peggio di quanto Trump ha fatto alla Palestina credo Biden non potrà fare.

Può anche essere che un pragmatico realismo possa consigliare al nuovo Presidente di occuparsi dei disastri interni, sanitari ed economici, dove il povero “Carota” si è dimostrato incapace.

Occorre perciò sperare che gli USA rinuncino alle smargiassate muscolari e – ad esempio – rientrino negli accordi sul clima e sul nucleare iraniano, ad esempio. Persino l’UNESCO potrebbe essere rispolverata, mentre svanirebbero le ultime imbarazzanti minacce all’OMS.

Sempre in politica estera, un atteggiamento meno bambinesco con la Cina sarebbe un bel passo avanti.

E poi la conseguenza più importante per noi, qui: la sconfitta di quei budiùli che in Italia tifavano Trump è, oltre a una grande SUDISFA, anche un ottimo argine alla loro tracotanza.

Tiriamo giustamente lo sciacquone, ordunque, ed archiviamo nella fogna Trump, pur ben sapendo che anche con Biden potrebbero, in futuro, piovere cacche.

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