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“Che bocca grande che hai…” ”E’ per garantirti meglio!”

Stanno già asfaltando il rettilineo che porterà alla prossima riforma del lavoro e, dalle prime verifiche, pare essere una riforma in perfetta continuità con quella avviata dalla coppia Draghi-Trichet nel 2011, concretizzata da Monti e Fornero, integrata da Renzi con tanto di Jobs Act e salvaguardata da tutti i governi successivi.

Draghi comincia il lavoro nel 2011 e Draghi lo completerà dieci anni dopo, sarà quindi bene che i giovani, le donne, i disoccupati, i lavoratori, i precari comincino a rendersi conto che:

1. Draghi non è un loro amico e non è super partes

2. Il governo Draghi non è loro amico e non è super partes

3. Fratelli d’Italia e la Meloni non sono loro amici e non sono super partes

4. “La sinistra” potrebbe essere loro amica ma purtroppo è “desaparecidos

5. Questo sistema prevede un unico pensiero e un unico modello economico dove le persone sono strumenti di arricchimento, per pochi eletti “dal lungo e folto pelo sullo stomaco”, che quando esauriscono la loro funzione vanno cancellate.

Al summit di Porto, infatti, Draghi conferma ciò che i lavoratori sanno da sempre; e cioè che il mercato del lavoro è un mercato regolato da un sistema profondamente ingiusto e fino a questo punto possiamo dire di essere pienamente d’accordo con Draghi, ma…

Lo stesso Draghi precisa che l’ingiustizia deriva dal fatto che gli avvantaggiati sono i Lavoratori garantiti e che i garantiti sono i maschi e i più anziani!

E qui non posso che incazzarmi di brutto e spero che con me lo facciano – senza se e senza ma – anche i giovani, le donne, i disoccupati, i lavoratori e i precari…

Quello che Draghi ci racconta è un film già visto del quale si conosce già la trama ma anche tutte le scene.

Dunque”, dice il regista, “mettiamo i poveracci l’uno contro l’altro proprio come nel film precedente quello sull’articolo 18 dove avevamo fatto credere che beneficiare del diritto di non essere licenziati ingiustamente e senza motivo non poteva essere a esclusivo appannaggio dei lavoratori delle fabbriche con più di 15 addetti. Questo era profondamente ingiusto perché così c’erano i garantiti e i non garantiti!”

Molti giovani, molte donne, molti lavoratori, i partiti e persino alcuni sindacati appoggiarono “la battaglia” contro l’ingiustizia in atto aiutati dalla televisione e dalla stampa, da intellettuali ed economisti e non si accorsero che i garantiti sarebbero andati ad ingrossare le file dei non garantiti… e così vissero tutti infelici e scontenti nella categoria dei non garantiti.

Ora in quel di Porto, Draghi ci racconta che il mercato del lavoro è profondamente ingiusto perché ci sono i garantiti ed individua i garantiti nei maschi e nei più anziani.

Che occhi grandi che hai…”

E’ per garantirti meglio

Che pelo lungo che hai…

E’ per garantirti meglio

Non ho confuso la fiaba, perché quando qualcuno cerca di fare un sol boccone di chi ha davanti poco importa se abbiamo dei lupi o dei Draghi… sempre male finisce.

Caro Draghi, che significa per un Lavoratore essere garantito? Forse vuoi dire che i garantiti sono quelli che hanno un contratto nazionale e un contratto a tempo indeterminato?

Se così fosse hai sbagliato a non spiegare da cosa sarebbero garantiti, perché l’unica garanzia che hanno, oltre a sperare che la propria Azienda non delocalizzi e non chiuda, è quella di contare su se stessi.

Se quindi garantiti sono quelli che hanno un contratto nazionale e un contratto a tempo indeterminato dovresti sapere che al loro interno ci sono uomini, donne e giovani proprio come nel mondo dei precari o se preferisci in quello della povertà o in quello delle morti di lavoro.

Ma tu, caro Draghi, tutto questo lo sai perfettamente.

Adesso, dal Portogallo, provi a dare un’altra spallata alla gente che lavora cercando di mettere uomini contro donne, uomini contro giovani, donne contro giovani, tutti contro tutti come si faceva cinquant’anni fa nei campi di calcio senza porte, senza linee e spesso senza erba.

Come dicevo prima, devi portare a termine il tuo lavoro cominciato nel 2011, piacerà molto a Confindustria, alle destre, alla televisione, alla stampa ed agli economisti, ma non dispiacerà più di tanto nemmeno agli altri partiti che si nasconderanno dietro di te come fanno i bambini vergognosi attaccati e nascosti dalle gonne protettive della mamma.

Era il 2011, l’anno in cui scrivesti assieme a Trichet quella lettera che chiedeva:

1. Privatizzazioni su larga scala

2. Revisione delle norme che regolano l’assunzione ed il licenziamento dei dipendenti

3. Riformare il sistema di contrattazione salariale e collettiva in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende

Dal 2011 un po’ alla volta le tue richieste hanno fatto si che i lavoratori conoscessero la cancellazione di diritti fondamentali conquistati con sudore e sangue.

Dal 2011 la precarietà, la schiavitù e la povertà sono cresciute enormemente, come d’altronde la disoccupazione e come racconti bene da Porto, mentre in Europa 1 giovane su 7 non va a scuola e non lavora, in Italia si precipita a 1 giovane su 4.

Hai proprio ragione “questo sistema è profondamente ingiusto”, ma anche qui bisognerebbe capire che senso dare alla parola “giustizia” perché ognuno ha la sua e quella di Draghi è sicuramente più vicino a quella di Bonomi piuttosto che a quella di Cipputi.

Siamo dunque alla svolta e le carte si scopriranno definitivamente… tra non molto.

Milano, 8 maggio 2021

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