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Manifestazione del 4 novembre. “Stop a guerra, riarmo ed economia di guerra, con spirito internazionalista”

Sembrava non esserci cura né medicina per affrontare una fase così difficile con scenari di guerra diffusi e una condizione sociale allarmante. L’idea di un occidente in armi a difesa di un punto di vista monocratico, e l’avanzare delle destre in più di un paese, ha insinuato il pensiero che fosse meglio difendere ciò che si ha piuttosto che giocare con coraggio una partita dove il conflitto è parte integrante dei percorsi possibili contro l’escalation dei fronti di guerra e nelle mobilitazioni a casa nostra contro scelte economiche e sociali devastanti per larga parte della popolazione.

Abbiamo convintamente sostenuto con una presenza importante l’appello per la mobilitazione generale “Fermare l’escalation” indetta dal Movimento No Base e ne abbiamo condiviso con altrettanta convinzione le pratiche autodeterminate e coraggiose.

Siamo arrivati al 21 ottobre dalla giornata di mobilitazione per il diritto all’abitare del 19 ottobre (scaturita dalla tre giorni nazionale “Reddito contro Rendita” che si è tenuta a settembre a Metropoliz, e che ha visto impegnate in varie iniziative oltre 15 città), e le piazze in solidarietà al popolo palestinese.

Queste giornate ci hanno dato respiro, e restituito il sentore che tante realtà (spesso disomogenee) vogliano gettare il cuore oltre l’ostacolo per mostrare chiaramente da che parte stare e provare a definire in modo chiaro e non condizionato i percorsi possibili nonostante quadri locali, regionali, nazionali e transnazionali sicuramente complicatissimi. “Non ci fa paura la vostra repressione//ogni base sarà un’invasione“, cantavamo sotto la pioggia battente!

Per questo non intendiamo perderci di vista; anzi, vogliamo proseguire un percorso che dovrà mostrarsi ancora compatto il 28 ottobre al fianco del popolo palestinese impegnato in una strenua resistenza contro la volontà annessionistica e genocida di Israele. Su questo non siamo disponibili a concedere tregua nelle mobilitazioni, perché questo ci sta chiedendo anche la composizione migrante che abita nelle nostre occupazioni.

Con lo stesso spirito intendiamo sostenere la manifestazione indetta per il 4 novembre da un ampio spettro di realtà sociali, politiche e del sindacalismo conflittuale, convint3 che le parole d’ordine contro la Nato e l’invio di armi a sostegno di una guerra santa (e coloniale) sia in Ucraina che in Palestina risuonino con forza nel sentire del corpo sociale in lotta nei luoghi di studio e lavoro, nella precarietà diffusa e nei territori minacciati di devastazione e saccheggio da grandi opere e nocività ambientali, basi e servitù militari.

Oltre alla doverosa solidarietà internazionale (e internazionalista), riteniamo inoltre che una posizione nettamente contro la guerra e il riarmo sia inscindibile dal rifiuto netto e non negoziabile dell’adesione fideistica all’economia di guerra che il governo Meloni sta cercando di imporci, e che la prossima legge finanziaria non farà altro che santificare.

Ci appare infatti necessario rafforzare un percorso capace di far cambiare destinazione a risorse oggi appostate su interessi di parte smaccatamente condizionati dalla rendita parassitaria e da una visione securitaria nella gestione delle questioni sociali con la tentazione di trasformarle in questione di ordine pubblico.

Per questo facciamo appello per il 4 di novembre di essere presenti con una composizione che unisca la lotta delle giovani generazioni contro il caro affitti con chi si batte per il diritto all’abitare, il reddito e la salute nel senso più comprensivo ed ecologico del termine.

Uno spezzone sociale che si caratterizzi contro il carovita e contro le spese militari, per il diritto alla casa, alla salute e allo studio, contro l’economia di guerra e i conflitti che opprimono i popoli.

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6 Commenti


  • franco furiani

    è ora che ricominciamo a muoverci come nel passato quando c’era il glorioso Partito Comunista, contro lo schifoso capitalismo sfruttatore criminale e guerrafondaio americano e contro gli assassini servi della Nato. Appoggiamo la resistenza palestinese contro i sionisti nazifascisti.!!!!!


  • franco furiani

    Manifestazione opportuna in appoggio al glorioso popolo palestinese!!!!


    • Redazione Roma

      Anche sabato 28 ottobre ci sarà una manifestazione di solidarietà per la Palestina, quella del 4 novembre allarga l’orizzonte politico all’opposizione alla guerra nel suo complesso, anche perchè a dicembre in Parlamento devono votare sul rinnovare o meno il decreto per l’invio delle armi in Ucraina, e ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità


  • Alberto

    Buongiorno,

    luogo ed ora dell’incontro?


    • Redazione Contropiano

      Ore 15.00 piazza Vittorio (Roma) e poi corteo fino a San Giovanni


  • Pasquale

    Sempre e comunque con i fratelli Palestinesi che combattono una guerra per la loro liberazione e per la libertà e l’autodeterminazione di tutti i popoli.

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