A quanto pare Israele ha accusato il colpo. Il presidente Herzog e i vertici dell’IDF hanno preso le distanze da Ben Gvir per le torture riservate ai membri della Flottiglia. Sarebbe curioso sapere perché non hanno anche condannato il sequestro in acque internazionali delle imbarcazioni e dell’equipaggio. Anche questo è una violazione gravissima.
Herzog e l’IDF stanno cercando di mettere una pezza sacrificando Ben Gvir. Devono cercare anche di dare un argomento all’esercito di intellettuali, giornalisti e altre mezze figure in servizio permanente effettivo che si ostinano a occupare i media internazionali per coprire i crimini dello stato terrorista di Israele.
Non possiamo però fare a meno di riconoscere anche la profondissima ipocrisia: Herzog prende le distanze da un fatto grave, certo, ma di gran lunga inferiore a quanto compiuto a Gaza, in Cisgiordania e in Libano. La sua reazione dipende infatti solo dalle proteste delle cancellerie europee. È disposto dunque ad accordare uno status di “superiorità” ai membri della flottiglia rispetto ai palestinesi.
Nella visione del mondo razzista di Israele, noi europei siamo un po’ come erano gli slavi per i nazisti: siamo inferiori, ma non siamo la feccia assoluta come i palestinesi, cioè gli ebrei del nostro tempo.
Va allora fatta un’osservazione. Herzog e l’IDF hanno aspettato le proteste dei governi europei prima di reagire, segno che al di là di tanta baldanza criminale esiste il timore che finalmente in Europa qualcuno si svegli. Significa inoltre che un’azione europea avrebbe degli effetti che Herzog vuole scongiurare.
Vedremo, temo però che se ci affidiamo a Von Der Leyen, Kallas o anche solo a Meloni e Merz il terrorismo israeliano potrà continuare senza grandi intoppi.
* da Facebook
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