Qualche domandina al governo prima che ci arrivi un missile in testa senza che nessuno ci avvertisse.
Provo ad immaginare che il nostro sia un paese in qualche modo ancora democratico e provo anche ad immaginare che nel nostro paese ci siano giornalisti che fanno il loro mestiere. E così scopro che qualche domandina da fare a questo governo, invece di chiedere della famiglia del bosco o del gioielliere, ci sarebbe.
Per anni l’Italia ha stretto accordi militari con Israele e ha accompagnato la devastazione di Gaza con veti alle risoluzioni ONU e una prudenza diplomatica indecente. E questa si chiama complicità politica in un genocidio. A questo si sommano i costi enormi politici ed economici per sostenere la difesa Ucraina (che però adesso attacca la Russia, quindi come la mettiamo?). Ultima somma, Usa e Israele fanno un guerra illegale e d’aggressione all’Iran.
Qualche domandina, en passant, al governo italico
Adesso scopriamo che quasi settecento militari italiani sono schierati nel Golfo, con caccia, sistemi antimissile e capacità di contrasto ai droni.
Chi li ha mandati, esattamente?
Quale atto parlamentare autorizza una missione di queste proporzioni in Arabia Saudita, Paese che nella delibera sottoposta alle Camere neppure compariva?
Da marzo quei militari che cosa hanno fatto? Hanno mai intercettato missili o droni? Contro chi?
Quali regole d’ingaggio hanno ricevuto e chi può impartire l’ordine di aprire il fuoco?
Perché il ministero della Difesa ha reso pubblica l’operazione soltanto dopo che i giornali l’avevano scoperta?
Se i nostri sistemi proteggono gli alleati di Israele dalle reazioni iraniane, stiamo difendendo il territorio italiano oppure stiamo estendendo la guerra israeliana?
Quanto siamo vicini a uno scontro diretto con l’Iran? E che cosa accadrebbe se venisse colpito un reparto italiano?
Passiamo all’Ucraina. Il governo assicura che le armi italiane restano entro i confini ucraini: possiede davvero gli strumenti per controllarne l’impiego?
Quale parte avranno le imprese italiane nella produzione congiunta dei droni annunciata con Kyiv?
Se quei droni colpissero Mosca o altre città russe, l’Italia sarebbe ancora un Paese che assiste un alleato oppure una parte del conflitto?
No, davvero: chi ha autorizzato il governo a trascinarci verso due guerre senza pronunciare la parola «guerra»?
Perché queste notizie durano un giorno, poi scivolano via come se riguardassero un altro Paese?
Il Parlamento intende chiedere documenti, date e ordini operativi oppure aspetterà il primo militare italiano morto per scoprire dove lo avevano mandato?
* da Facebook
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ugo
Anche il Duce, non avendo cercato una sponda con la Francia e l’Inghilterra (“Io sputo sulla Francia”), è stato compresso verso la Germania. Noi non abbiamo mai cercato una sponda nei BRIC e ora siamo compressi su UE, NATO e USA. Se riusciamo a sganciarci in tempo, Meloni e Tajani potremmo portarli al Gran Sasso. Anche se riconosco che non hanno vita facile: chi ha provato solo a pensare a una diplomazia triangolare è finito male: Orban, colpi di stato in Romania e Moldavia, tentativi in Serbia e Georgia…
pablo
Esatto! Questo è il punto: usare la Cina come sponda di libertà. Pare che la Spagna lo stia facendo. Anche Mattarella lo aveva capito. Poi non si sa come è finita!