L’Istat stima che quasi un milione di anziani (over 65) si trovino in condizione di povertà assoluta in Italia il che vuol dire che percepiscono da 500 a 650 euro mensili mentre ben 7,4 milioni di pensionati, il 44% del totale, vive in una condizione di semipovertà, con un assegno inferiore a 1000 euro lordi mensili (ovvero 800 euro netti circa al mese).
Quante volte abbiamo visto degli anziani rovistare nei cassonetti dell’immondizia o aspettare che chiudano i mercati per raccattare ortaggi e frutta invenduta o, ancora, quanti anziani fanno ore di fila per un pasto caldo alle mense della Caritas? Sicuramente tanti e, tra questi una buona parte, avrà lavorato una vita per poi ritrovarsi a vivere una vecchiaia in miseria.
Ebbene, questa stampa “liberale”, negli ultimi decenni, a differenza di quella esplicitamente reazionaria, ha avallato, in modo subdolo, strisciante, una narrazione che attribuiva, di volta in volta, la responsabilità della crisi dello stato sociale e della “mancata tenuta dei conti pubblici”, agli immigrati, ai dipendenti pubblici, ai percettori del reddito di cittadinanza ed anche ai pensionati, si, pure a loro.
Ma questi sedicenti “liberali” non conoscono limiti: arrivare a cercare di fomentare una contrapposizione tra giovani (precari, disoccupati o NEET) e quella parte di popolazione anziana costretta da una normativa ignobile e disumana (avallata, va detto, da tutti i governi succedutisi dal dopoguerra ad oggi) a sopravvivere con poche centinaia di euro in una situazione come quella attuale in cui pagarsi il riscaldamento in inverno è diventato proibitivo e in cui il costo della vita è sempre più caro, è qualcosa di talmente abbietto che rasenta una mentalità davvero nazistoide.
La verità è che il modello liberale ha sempre avuto un cuore nero e fascista ed è una verità che trova ampie conferme tanto nella storia passata (il novecento) quanto in quella a noi contemporanea.
E a tutti coloro che ancora sono prigionieri dell’illusione liberal-democratica consiglio vivamente la lettura di un recentissimo saggio del compagno Giorgio Cremaschi – “Liberal Fascismo. Come i liberali distruggono la democrazia e ci portano in guerra”. E poi ne riparliamo.
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