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Libia: scontri e decine di morti a Bengasi

Un’ondata di attentati e pesanti combattimenti per il controllo della base aerea strategica di Benina, nel capoluogo orientale di Bengasi, hanno causato la morte ieri di almeno 40 soldati agli ordini del generale “dissidente” Khalifa Haftar e altre decine di feriti.
L’attacco contro la base di Benina è stato rivendicato dal Consiglio dei leader (shura) rivoluzionari di Bengasi in collaborazione con Ansar Al Sharia e gli insorti della principale alleanza islamica, Fajr Libya (Libya Dawn). Haftar, alla guida dell’operazione ‘Dignità’, lanciata lo scorso maggio con alcune milizie alleate, sta perdendo sempre più terreno a Bengasi, quasi del tutto sotto il controllo dei gruppi armati islamisti radicali.
Una sconfitta alla base di Benina porterebbe un altro duro colpo al generale dissidente e ai suoi sostenitori.
Sempre a Bengasi almeno tre cittadini libici e un lavoratore egiziano hanno perso la vita sempre ieri a causa di alcuni attacchi e scontri.
Alta tensione anche a Sebha, nel sud della Libia, tra esponenti della tribù Awlad Soliman, di origine araba, e quelli della tribù Qaddafa. Gli scontri in corso – dopo quelli molto gravi dello scorso giugno – si verificano nonostante un cessate il fuoco di 20 giorno raggiunto poche ore prima dalle comunità rivali.

Inoltre, l’altro ieri il portavoce delle forze armate libiche, il colonnello Abu Zaid al Mismari, ha annunciato la “sospensione delle operazioni militari su tutti i fronti” e l’attuazione di un cessate il fuoco, da tempo sollecitato dai mediatori dell’Onu e dai deputati. La tregua è stata decisa “in vista delle celebrazioni dell’Eid al Adha”, festa musulmana celebrata a partire da sabato, ma, ha precisato Mismari, “i militari si riservano il diritto di rispondere ad ogni aggressione contro le proprie forze e contro i civili”.

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