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Soldati israeliani uccidono adolescente palestinese che tirava pietre

Imam Jamil Dweikat, 17 anni, originario del villaggio di Beita, a sud di Nablus (nel nord della Cisgiordania), è stato ucciso ieri pomeriggio dai militari israeliani vicino al check-point di Tappuah dove si trovava insieme ad un altro giovane palestinese, identificato da fonti locali come Nael Thiab, 19 anni.
Un portavoce militare israeliano ha riferito all’agenzia palestinese Maan che una pattuglia di soldati stava transitando nell’area e aveva visto i due ragazzi “lanciare lungo la strada principale pietre che danneggiavano sia i civili che i veicoli”.
Ai ragazzi sarebbe stato intimato di fermarsi, stando alla stessa fonte: al loro rifiuto i militari israeliani hanno aperto il fuoco. Imam Jamil Dweikat è morto sul posto per le ferite riportate, mentre Nael è stato ricoverato in un ospedale di Nablus e per fortuna non verserebbe in stato grave. 
Il giovane ucciso, secondo Maan, è la 50esima vittima dei militari israeliani in Cisgiordania dall’inizio di un anno che ha visto anche in estate la sanguinosa offensiva ‘Protective Edge’ su Gaza, conclusa con quasi 2200 morti, migliaia di feriti, centinaia di migliaia di sfollati e danni gravissimi alle già fragili infrastrutture.

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