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Reggio Emilia. Parte il comitato “Via la divisa!”

Il Comitato 28aprile2009 sostiene e promuove la partecipazione alla manifestazione “VIA LA DIVISA” che si terrà sabato 15 febbraio a Ferrara organizzata dall’Associazione “Federico Aldrovandi”: per chiedere la destituzione dei 4 poliziotti condannati, per omicidio colposo, per la morte di Federico; per chiedere l’introduzione del numero identificativo per gli appartenenti alle forze dell’ordine; per chiedere l’introduzione del reato di tortura nel codice penale.

Il Comitato 28aprile 2009 che nella provincia di Reggio Emilia, ormai da qualche tempo promuove iniziative, attività e raccolte firme( http://www.vigilanzademocratica.org/index.php?option=com_content&view=article&id=281:appello-in-solidarieta-a-chi-difende-e-fa-rispettare-le-liberta-democratiche-conquistate-con-la-resistenza-antifascista-applicando-la-costituzione&catid=50:lotta-alla-repressione&Itemid=53 ) sostiene questa mobilitazione ed incoraggia tutte le persone vittime di abusi da parte delle forze dell’ordine ad utilizzarla come momento per la denuncia pubblica e politica degli abusi subiti.

Nel nostro territorio il caso del 28 aprile 2009 è emblematico:

Quella notte tre compagni sono sorpresi a fare una scritta antifascista contro la sede di Casa Pound, da individui travisati con pistole alla mano che solo in un secondo tempo i giovani riconosceranno come agenti della Digos (questi infatti non si identificheranno mai come tali). La reazione istintiva degli antifascisti è quella di raggiungere la macchina e tentare dimettere in moto per fuggire.

Uno dei due agenti allora compie un gesto palesemente sproporzionato: spara verso di loro, ma per fortuna il proiettile manca i ragazzi e si conficca nella ruota anteriore dell’autovettura.

Gli antifascisti verranno portati quindi in questura,trattenuti tutta la notte senza possibilità alcuna di telefonare aun avvocato o ai familiari, “Mi fanno“accomodare” in una stanza – racconta Mattia – dove due agenti semplici mi costringono a denudarmi completamente e senza troppi complimenti mi fanno piegare per vedere se nascondo qualcosa nei miei più remoti anfratti. Mi chiedo che razza di trattamento sia questo e cosa potrei mai nascondere? Vengo trasferito in una sala al primo piano sostanzialmente vuota, c’è solo qualche sedia, qui posso parlare con i miei compagni e dal colloquio evinco che abbiamo ricevuto tutti lo stesso “trattamento”.(leggi il racconto completo, http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=300 )

Nel nostro paese i casi di abusi si verificano quotidianamente: le persone colpite sono sempre di più studenti, lavoratori, precari, migranti, che nel tentativo di difendere i propri diritti, di lottare contro le prove di fascismo, per un lavoro dignitoso si vedono calpestati e massacrati dalle forze dell’ordine in nome della “democrazia”!

Ai pestaggi nelle piazze e nelle caserme, seguono provvedimenti cautelari, restrittivi e denunce solo per aver difeso il diritto ad una vita degna di essere vissuta: i casi si sprecano anche nella provincia di Reggio Emilia, dove una scritta muraria può diventare motivo di estrarre una pistola e sparare oppure di misure cautelari e condanne similari a quelle di omicidio ( http://collettivor60.noblogs.org/post/2013/06/28/reggio-emilia-citta-della-repressione/ ).

A fronte di tutto questo noi sosteniamo:

E’ giusto che gli agenti in divisa condannati vengano estromessi dalle forze dell’ordine!

E’ giusto che come i paesi civili, venga a dottato il codice identificativo ed il reato di tortura!

Rendere noti i nomi ed i volti degli agenti delle forze dell’ordine è un’operazione di democrazia!

Invitiamo tutti i comitati, le associazioni, i collettivi che combattono contro gli abusi di polizia e contro la repressione di coordinarsi tra loro, come ci insegna il movimento NOTAV ( http://www.infoaut.org/index.php/blog/target/item/10272-notav-sab-22-febbraio-giornata-nazionale-di-lotta ), ed a promuovere mobilitazioni, iniziative che mettano in collegamento le tematiche degli abusi di polizia, dei morti di stato e della repressione.

Invitiamo inoltre ad esprimere solidarietà agli antifascisti del 28 aprile firmando l’appello e presenziando all’udienza del 1/04 presso il Tribunale di Reggio Emilia.

http://firmiamo.it/appello-solidarieta-a-chi-difende-le-liberta-democratiche

https://www.change.org/it/petizioni/appello-in-solidariet%C3%A0-a-chi-difende-e-fa-rispettarele-libert%C3%A0-democratiche-conquistate-con-la-resistenza-antifascista-applicando-la-costituzione

 

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“L’omertà del sindaco di Reggio Emilia spiana la strada alle prove di fascismo: FN si presenta alle elezioni amministrative e l’ANPI insorge”

 

Dopo la nascita di Forza Nuova a Reggio Emilia lo scorso ottobre, con una partecipata mobilitazione degli antifascisti locali, ecco che senza troppi indugi si permette ad una organizzazione palesemente fascista di presentarsi alle amministrative.

L’ANPI locale risponde mettendo in campo “li combatteremo finchè avremo fiato, speriamo che anche gli altri partiti si muovano al nostro fianco”.

 

Ecco come le istituzioni che dovrebbero assumere le difese ed applicare la Costituzione sdoganano le prove di fascismo, mettendo invece alla gogna gli antifascisti che, date le inadempienze delle prime, si mobilitano per rendere concreti gli insegnamenti iscritti nella nostra Carta Costituzionale.

 

Noi sosteniamo come legittima, anche se illegale, la mobilitazione degli antifascisti per chiudere le sedi fasciste e sbarrare la strada alle prove di fascismo!

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