Menu

Pd. Minacce mafiose interne contro la sindaca “anticemento”

Il Pd sta diventando proprio un bell’ambientino, animato da personcine fini, pronte a fare “proposte che non si possono rifiutare”, con la pistola dietro la schiena. 

 San Lazzaro di Savena è un comune dell’hinterland bolognese, senza soluzione di continuità territoriale con il capoluogo dell’ex Emilia rossa. Ma si sa, ora c’è Renzi, tutto è cambiato, sono tutti renziani, anche lassù, nonostante in conterraneo Bersani.

Ed ecco che la guera tra renziani, a colpi di delibere negate e minacce notturne tracima fino a finire in una denuncia ai carabinieri, un’inchiesta aperta dalla magistratura e il coinvolgimento dei vertici del Pd, della Legacoop (e come oteva mancare? ha persino un ministro, ora…). 

Hanno davvero “cambiato verso”…

*****

L’inchiesta che scuote il Pd emiliano

Bologna, sindaca anticemento minacciata: due colleghi dem e il direttore di Legacoop indagati

Una giovane sindaca del Bolognese, Isabella Conti di San Lazzaro di Savena, pd e renziana della prima ora, che lo scorso dicembre denuncia ai carabinieri pressioni dopo aver fermato un maxi-progetto edilizio di 582 alloggi. E adesso la Procura di Bologna che chiede la proroga delle indagini e inviando le notifiche agli indagati si scopre chi sono i cinque tra amministratori e imprenditori finiti sotto la lente dei magistrati: Simone Gamberini, direttore generale di Legacoop Bologna; il sindaco del Comune di Castenaso, Stefano Sermenghi; l’ex sindaco di San Lazzaro, Aldo Bacchiocchi; l’imprenditore Massimo Venturoli; l’ex presidente del Collegio dei revisori del Comune di San Lazzaro di Savena, Germano Camellini. Insomma una vicenda di tensioni e veleni che coinvolge esponenti del Pd e mondo delle cooperative.

No alla «colata»

Isabella Conti, 32 anni, di professione avvocato, era diventata sindaco di San Lazzaro nel maggio dell’anno scorso puntando la sua campagna elettorale contro il progetto della «Colata», la costruzione di una new-town di quasi 600 villette in un’area ex agricola a sud del suo paese. Realizzazione affidata a un consorzio misto tra due ditte private e due coop (la Cesi di Imola e la Coopcostruzioni). Come promesso, alla prima occasione formale, la sindaca ha fermato il progetto e a febbraio di quest’anno il consiglio comunale ha approvato una delibera sulla decadenza del Poc, il Piano operativo comunale, dove era prevista la costruzione dell’insediamento edilizio. Perfino il premier Matteo Renzi aveva chiamato la prima cittadina per sostenerla e invitarla a continuare «a testa alta e senza paura». Anche perché nel frattempo la sindaca Conti aveva denunciato un crescendo di pressioni, sopratutto attraverso messaggini sul cellulare.
A quanto si apprende, l’inchiesta coordinata dal pm bolognese Rossella Poggioli e dal procuratore aggiunto Valter Giovannini, ipotizza il reato di violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario. Essendo decorsi i termini delle indagini preliminari, la Procura ha chiesto al Gip una proroga per procedere con ulteriori accertamenti, atto che è stato notificato agli indagati e ai loro legali.

«La magistratura farà il suo corso, ma sono convinto di non aver commesso illeciti» ha reagito Stefano Sermenghi, sindaco di Castenaso, uno dei cinque indagati. Anche Sermenghi è molto vicino al presidente del Consiglio, tanto da aver scelto come assessore alla scuola nella giunta del suo Comune proprio la sorella di Renzi, Benedetta. 

da Il Corriere della Sera

 

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *