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Le acque del Golfo di Napoli come Fukushima?

Il piano riguardo l’obbligo, secondo l’ex-art. 129 del D.L.vo 230/95, di “informazione alle popolazioni che possono essere interessate da emergenza radiologica, secondo previsioni contenute nel piano d’intervento”. Gli abitanti di Napoli si contano tra le suddette popolazioni, perchè da anni il nostro porto è frequentato in modo regolare da sommergibili e portaerei a propulsione nucleare, di cui due degli ultimi sono il lanciamissile USS Florida, classe “Ohio”, transitata il 4 marzo, e la USS Newport News, classe “Los Angeles”, transitata per il Golfo di Napoli l’8 marzo. Entrambi stanno attualmente partecipando ad azioni di bombardamento della Libia. La primissima riga del suddetto piano stabilisce che “detta informazione deve essere fornita senza che ne venga fatta richiesta” e, inoltre, “si è ritenuto che la competenza nella divulgazione dell’informazione sarà curata dai sindaci interessati (…)“.

Il piano è stato redatto nel 1995. Quindici anni sono passati dalla sua stesura. Finora, non era mai stato reso pubblico, e nessun sindaco si era mai preso la briga di organizzare un dibattito pubblico aperto riguardo ai pericoli costuiti per la popolazione napoletana dalla presenza regolare di questi mezzi nucleari nel Golfo di Napoli, e inoltre sulla giustezza di utilizzare il bene pubblico che sono le nostre acque e il nostro territorio in questa maniera. E cosa prevede il “Piano” per la popolazione napoletana? In realtà si tratta di un non-piano.

“Le valutazioni eseguite analizzando l’incidente di riferimento individuano nell’allontanamento dell’unità militare a propulsione nucleare (UMPN) incidentata, la principale misura protettiva”. Ma come si allontana un mezzo che pesa tra 6.000 e 18.000 tonnellate, quando “l’incidente” coinvolge un sistema di propulsione, in avaria e soggette a fughe di materiale radioattivo?

Tali belle speranze di allontamento portano il vantaggio di risparmiare soldi in medicine e tempo in prevenzione fastidiosa: “L’allontanamento dell’UMPN comporta conseguenze radiologiche tali da non necessitare l’adozione di provvedimenti di evacuazione o di iodioprofilassi per le popolazioni dell’intero Golfo di Napoli.”

La lista alternativa “Napoli non si piega” considera i provvedimenti del “Piano” per la protezione della popolazione civile del tutto insufficienti, e condanna la incapacità delle autorità comunali in questi ultimi 16 anni di informare la popolazione e aprire un dibattito pubblico. Chiediamo che i mezzi a propulsione nucleare siano allontanati da porto di Napoli perchè Napoli deve essere città di pace e perchè questi mezzi rappresentano un pericolo per la popolazione civile. Ci batteremo inoltre affinchè il pubblico non sia realmente informato” sostengono quelli di Napoli non si piega. Altre info: www.appellonapoli.it

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