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Il 20 giugno il convegno di Ecoresistenze per discutere della guerra dell’Occidente all’ambiente

Il prossimo 20 giugno si terrà a Bologna un convegno significativo, organizzato da Ecoresistenze. Al centro del dibattito ci sarà il passaggio che, quasi “naturalmente”, ha fatto l’Unione Europea – e non solo – dalla transizione ecologica a quella bellica: un processo che viene interpretato come una vera e propria “guerra all’ambiente”.

Il convegno è significativo per almeno due ordini di motivi. Il primo è quello del profilo dei relatori (potete trovare sul blog Noosfera delle brevi biografie), il secondo è l’alto livello di analisi che verrà portato, facilmente deducibile dai titoli degli interventi (che potete trovare qui). I giovani di Ecoresistenze riuniranno in un’unica sala docenti universitari, giornalisti, attivisti, professionisti che hanno a che fare giornalmente con il tema ambientale.

Dai titoli delle relazioni – vedi quelli di Giorgio Ferrari e Antonio Mazzeo – si nota un’attenzione particolare al modo in cui Bruxelles ha promosso il greenwashing come copertura per un nuovo processo di valorizzazione, e come abbia poi abbandonato la transizione verde quando quella militare è diventato il nuovo volano della crescita, e lo strumento per trasformare la UE in potenza globale.

Il contributo di Sandro De Cecco ne affronterà poi i risvolti più inquietanti, ovvero quelli del nucleare, dati gli scenari apocalittici che evoca. L’uso dell’atomo viene spacciato dalle classi dirigenti europee come una soluzione green, quando invece viene promosso in quanto tassello fondamentale del riarmo europeo. Anche in questo caso, un approfondimento pubblicato sul blog Noosfera è un consiglio di lettura obbligato.

All’abbandono del Green Deal per una sorta di “Rearm Deal” si affianca anche una riflessione che approfondirà come i territori, e la terra stessa, vengano piegati ai processi di valorizzazione. Negli interventi di Rossella Marchini e Mauro Conti non potrà che emergere la contraddizione fondamentale tra capitale e natura.

Sulla stessa scia, in un certo senso, si muoveranno le relazioni di Chen Yiwen, Francesco Maringiò e Antonio Bodini, che presentano poi un valore aggiunto: quello di mettersi in dialogo con esperienze che in maniera sistemica – e alternativa alle logiche del capitale – hanno elaborato un diverso rapporto tra l’uomo e la natura, da quella della Repubblica Popolare Cinese a quella di Cuba.

Infine, va sottolineato lo sforzo di Ecoresistenze di inserire questa critica, insieme teorica e politica, in un più ampio quadro di analisi strutturale delle contraddizioni del modello di sviluppo occidentale, che ci sta conducendo verso il disastro economico, sociale e ambientale, con la volontà che ciò che verrà detto si trasformi in azione.

Nel documento di indizione dell’evento Ecoresistenze scrive che il dibattito che si terrà a Bologna il 20 giugno deve servire “per indagare le radici della crisi ecologica, individuare le responsabilità politiche ed economiche che la alimentano e costruire strumenti di analisi e organizzazione all’altezza della sfida“.

Dunque, non solo analisi, ma costruzione di strumenti per organizzarsi nel modo migliore per cambiare rotta rispetto al baratro del capitale. Si preannuncia così una giornata fondamentale per il rilancio dei movimenti ambientalisti, dal punto di vista analitici e pratico, in vista del prossimo autunno.

Un’occasione da non perdere, almeno per chi è a Bologna sabato prossimo, ore 10, via Marco Polo 52, Sala Piazza – Navile.

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