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La Comune e il mondo moderno, nel 150° anniversario

La tradizione rivoluzionaria operaia e socialista è stata segnata da tanti eventi, storie di lotta e di organizzazione, ma ci sono dei momenti che più di altri segnano il cambio di direzione per tutte le classi, concentrano in sé passato e futuro, diventano modello per le generazioni future, giorni che macinano anni se non secoli: uno di questi è certamente la Comune di Parigi del marzo 1871.

Sicuramente per molti aspetti è una vicenda lontana anni luce. La società dell’Ottocento non ha nulla della forma attuale del capitalismo monopolistico imperialista, le stesse masse popolari urbane non hanno molto a che fare con il mondo operaio novecentesco e a maggior ragione con il proletariato delle grandi aree metropolitane di questo scorcio di secolo.

Apparentemente, quindi, ci dovremmo limitare a una chiacchiera storica e a un ricordo di una stagione eroica del proletariato. Ma c’è anche un’altra faccia della medaglia.

Ci sono degli eventi che vanno considerati al di là della loro contingenza storica, non perché siano ripetibili come un modello da ricalcare con qualche variante, ma perché segnano un punto irrinunciabile per chi immagina, lavora e combatte per una società socialista, in cui, al centro delle relazioni umane, ci sia il lavoro e l’eguaglianza sociale.

Da questo punto di vista la Comune del 1871, come la rivoluzione d’Ottobre del 1917 e la rivoluzione cinese del 1949, segna non solo la nostra storia, ma anche quella del nostro nemico di classe: è patrimonio irrinunciabile per chiunque si candidi alla trasformazione socialista, ma anche solo antimperialista della società moderna.

I comunardi si sono posti concretamente il problema della presa e della gestione della macchina statale, anche senza avere un’idea chiara e muovendosi in mezzo a enormi difficoltà, nel mezzo di una lotta impari e destinata alla sconfitta.

Hanno concepito e in parte realizzato nei due mesi di governo, l’idea della democrazia consiliare governata dagli stessi lavoratori, si sono dati una milizia popolare di difesa, hanno cancellato la divisione borghese dei poteri, hanno resistito eroicamente contro un nemico molto più potente: in sostanza hanno nei fatti costruito il primo esperimento socialista e cooperativo della storia umana.

I comunardi hanno insegnato che si deve e si può osare anche nella sconfitta, insegnamenti che fanno scuola per i rivoluzionari di tutto il mondo.

La Comune non solo ha indicato un modello di società alternativa con tutti i limiti del tempo e dello spazio in cui si è consumata, ma ha anche evidenziato i limiti politici e storici che la Parigi proletaria e socialista non poteva superare in quel determinato momento.

Dopo la Comune nulla sarà come più come prima, anche per la borghesia che ha ormai da tempo consumato buona parte delle sue spinte progressiste e che certifica, con il massacro della Comune, di essere la classe della reazione mondiale.

Il sangue di cui sono state lastricate le piazze e le strade di Parigi sono un testimone per il nuovo movimento socialista che attraverserà tutto il secolo breve.

Con questo taglio intendiamo parlarne il 18 marzo nel 150 ° anniversario della sua fondazione.

Appuntamento: giovedì 18 marzo, alle ore 18:00, in diretta Facebook sulla pagina delle Rete dei Comunisti Roma.

Ne discutiamo con:

Danilo Ruggieri – Accademia Rebelde
Cristiano Armati – Red Star Press
E. Vertius – Unité Communiste
Alessandro Perri – Rete dei Comunisti Roma

Introduce e modera: Chiara De Marchis – Rete dei Comunisti Roma

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