E finalmente è calato il sipario sul mondiale di Trump e Infantino.
L’immagine più rappresentativa, ed eloquente, è il tentativo del Presidente USA, insieme al suo fido scudiero, di imbucarsi nella photo opportunity finale durante i festeggiamenti.
L’arroganza di un potere violento e ridicolo.
Sarebbero talmente tante le cose di cui parlare che non si sa da dove iniziare.
Quindi parliamo della fine, anzi della finale.
I prezzi dei biglietti al Metlife Stadium sono figli della volontà di trasformazione dello sport in intrattenimento, business, affari, esclusione sociale.
Uno spettacolo di ricchi per ricchi.
Sia chiaro, trasformazione che è in atto da decenni ma che ha trovato in questo Mondiale dell’ipocrisia la sua massima espressione finora raggiunta.
Qual era la composizione sociale dei tifosi presenti negli stadi con i biglietti che arrivavano a costare anche 2 milioni di dollari?
Già da Qatar 2022 pensavamo di aver toccato il fondo e che avessimo visto tutto ma al peggio non c’è mai fine.
Da subito ci siamo uniti nel boicottaggio a questa messa in scena.
Fin dalla volontà di non escludere Israele nonostante il genocidio in corso.
Proseguendo, poi, con l’ingerenza di Trump nel modificare le regole del gioco a suo piacimento, di atleti e atlete trattati come criminali ai confini USA poiché provenienti da paesi non graditi agli yankees, per finire nelle uscite infelici e fuori luogo del one man show anche verso gli altri paesi ospitanti, Canada e Messico.
Era chiara ed evidente la direzione verso cui si stava andando: mentre nel cielo di New York si alzava la coppa, da quello iraniano piovevano bombe americane. La Coppa di Trump e Infantino è la dimostrazione plastica della distanza tra l’élite mondiale e le persone.
Se si svuota il pallone dal popolo, ha ancora senso chiamarlo calcio, sport popolare per antonomasia?
Il calcio non è soltanto un gioco: è passione e rivalsa, abnegazione e sacrifico, aggregazione e comunità; allora è giunto il momento di organizzarsi per porre dei limiti.
Perché chi governa questo circo non li metterà mai.
Sta a noi cambiare le regole del gioco!
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