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Libia. Fuoco amico, pozzi in fiamme, affari in fumo

Un esponente dell’Agco, la Compagnia petrolifera del Golfo arabico che opera sul sito di Sarir, ha affermato che ad attaccare i campi petroliferi nella Libia orientale sarebbero state le forze di Muammar Gheddafi e non quelle britanniche. Ha smentito così le accuse del governo di Tripoli che ne aveva attribuito la responsabilità agli attacchi aerei inglesi. «Non è vero – ha detto alla Reuters Abdeljalil Mayuf – Non ci sono stati attacchi aerei: le forze di Gheddafi hanno attaccato questa area”. Sia come sia, il tentativo della Agco, compagnia petrolifera del Qatar e delle petromonarchie del Golfo, non è riuscita nell’operazione di commercializzare il petrolio dei pozzi tornati in mano ai ribelli.

Questa mattina intanto una serie di forti esplosioni sono state avvertite nella città di Tripoli. Secondo quanto riferisce Al Jazeera, potrebbero essere conseguenza di un raid aereo della Nato in quanto la capitale libica per tutta la mattinata è stata sorvolata dagli aerei militari della Nato.

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