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Giappone: due grandi scosse e incendio a Fukushima

La notia è dura: l’agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha innalzato al livello 7 (il massimo) la classificazione dell’incidente nucleare alla centrale di Fukushima. Solo ora, a un mese di distanza, è stato ammmesso che è grave quanto Cernobyl 1986, il più grave mai verificatosi. Molti esperti nucleari internazionali – soprattutto francesi, altro paese ingolfato dal nucleare – ritenevano fin dall’inizio che le autorità giapponesi si stavano fidando troppo della Tepco (la società propretaria di Fukushima) e che l’incidente andava considerato pari a Chernobyl. Il motivo era in fondo semplice, anche se drammatico: il nocciolo dei reattori aveva preso a fondere.

Perché è importante dare la giusta classificazione a un incidente? Perché è la base su cui si decidono tutte le misure di messa in sicurezza, sia dell’impianto che della popolazione. Che invece è stata evacuata nell’arco di 20 chilometri dalla centrale solo dopo molti giorni. E certamente doveva esserlo prima e per una distanza superiore.

Ora la Tepco confessa di temere che la fuga di radiazioni possa essere anche maggiore. «La perdita radioattiva non si è ancora arrestata completamente e la nostra preoccupazione è che possa anche superare Cernobyl».

E qui si apre un problema anche peggiore, perché si nota l’inesistenza di un organismo davvero “terzo” e affidabile. L’assegnazione del grado 7 è infatti – e incredibilmente – «provvisoria». Lo ha precisato l’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare, dicendo che il livello delle emissioni radioattive registrate dall’inizio della crisi equivale appena al 10% di quello misurato nel 1986 dopo la catastrofe della centrale Ucraina. Ossia una “limitazione” del danno riscontrato. Eppure le misure sulla fuga di radioattività «mostrano dei livelli equivalenti al livello 7». La stessa Agenzia aveva finora classificato l’incidente al livello 5, ovvero «un incidente con delle conseguenze estese» e con un «danno grave al cuore del reattore», ma con un «rilascio limitato di materiale radioattivo all’esterno». Al contrario l’omologa agenzia francese lo aveva valutato di livello 6, pari ad un «incidente grave».

Ma ora la situazione sembra precipitare. Ieri mattina e poi stanotte ci sono state due fortisime scosse di terremoto (grado 7 della scala Richter la prima, 6,3 la seconda). L’epicentro è stato individuato al largo della prefettura di Chiba, a est di Tokyo. La capitale ha visto gli edifici oscillare molto, anche perché le scosse – anche di intensità minore – sono andate avanti per diverse ore. La metropolitana si è fermata grazie agli automatismi, e così anche i treni ad alta velocità (gli Shinkansen). Anche l’aeroporto internazionale di Narita è stato temporaneamente chiuso, per le necessarie verifiche.

Anche per questo, un nuovo incendio si è sviluppato vicino al reattore n.4 della centrale di Fukushima. Incredibilmente, la Tepco nega che si siano verificati nuovi danni, ma soltanto ieri aveva dato l’ordine di evacuazione per tutti i tecnici presenti nella centrale. Del resto lei stessa aveva comunicato che «l’iniezione di acqua per raffreddare i reattori 1, 2 e 3 s’è fermata quando l’alimentazione elettrica s’è interrotta».

La borsa di Tokyo non l’ha prea affatto bene e ha perso quasi il 2%.

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