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Fiaccolata e social network, l’ultimo saluto del Cairo

Giovani egiziani, studenti dei corsi di italiano e la comunità italiana del Cairo hanno dato l’ultimo saluto al 36enne attivista ucciso a Gaza nei pressi dell’Ambasciata italiana, a Garden City. «Vittorio è ancora con me, porto un suo ciondolo e il suo zaino» – racconta commosso Osama Qashoo, attivista dell’International solidarity movement per la Palestina. «Abbiamo fatto di tutto perché il corpo di Vittorio – continua il giovane palestinese – non passasse attraverso Israele. La nostra iniziativa serve a tenere vivo il ricordo di un ragazzo pieno di umanità, che ha dato la sua vita per la causa palestinese».

Osama ha iniziato a difendere i diritti dei palestinesi proprio dopo aver conosciuto Vittorio – che in passato ha trascorso alcuni mesi al Cairo – che lo ha rincuorato e incoraggiato dopo la scomparsa di un suo amico, morto davanti ai suoi occhi. Alla fiaccolata ha partecipato anche una delegazione di Fratelli musulmani (Libertà e Giustizia). Adel Hamed, Gamal Hanafi e Azem Farouk, ex parlamentari vicini alla confraternita, hanno portato le condoglianze della Guida suprema Badie.
Nel pomeriggio era stata allestita una breve camera ardente alla quale hanno preso parte le suore che alloggiano nell’Ospedale italiano Umberto I, nel cuore dell’antico quartiere di Abasseya al Cairo. Intorno alle 16 la salma dell’attivista italiano è stata trasferita all’aeroporto del Cairo dove dovrà rimanere 24 ore prima della partenza di domani con un volo Alitalia.
Il cadavere era arrivato in Egitto alle ore 20 di lunedì. Un corteo di vetture aveva oltrepassato il valico di Rafah dopo i primi funerali a Gaza City. «Vittorio è stato accompagnato dal suo amico Osama – racconta suor Pina, che ha seguito tutte le operazioni -. Il palestinese è arrivato in Egitto da Londra e ha seguito il corteo lungo il confine tra Gaza e Egitto». Dalla sera di lunedì il corpo di Vittorio è stato conservato nell’obitorio dell’ospedale. Alcune persone hanno fatto visita al giovane prima che venisse trasferito. A prima vista sembra siano stati effettuati una serie di esami sul cadavere a Gaza City. Intorno al corpo erano sistemate buste di ghiaccio e una corona di alloro con la scritta: «Non ti dimenticheremo». Restano ancora da stabilire le cause della morte, avvenuta per soffocamento o strangolamento.
La fiaccolata notturna del Cairo ha avuto un successo inatteso. Mohammed Saladin Nusair, 22enne di Mohandessen, studente di ingegneria, ha lanciato l’iniziativa di un ricordo per Vittorio su Facebbok nel pomeriggio di lunedì. La pagina «Fiaccolata per Vittorio Arrigoni al Cairo» ha raggiunto in poche ore le 1000 adesioni. «Sono un giovane attivista egiziano per i diritti dei palestinesi – racconta Mohammed -. Vittorio era uno di noi. Anche se non l’ho mai incontrato seguivo i suoi reportage attraverso Twitter e altri blog». Mohammed è emozionato, non si capacita che la sua iniziativa abbia avuto tanto seguito. Subito dopo l’apertura della pagina sono arrivate proposte per ricordare Vittorio. Così Mohammed ha chiesto di scrivere delle parole da spedire alla famiglia del ragazzo. «I palestinesi sono la mia gente – aggiunge Mohammed, organizzatore della fiaccolata -. Ammiravo Vittorio perché non ha lasciato Gaza neppure nei momenti peggiori, di guerra e assedio. Voleva consegnare un messaggio di pace a tutti. E per questo la sua morte mi ha profondamente colpito». La salma del giovane sarà mercoledì a Bulciago, il paese in provincia di Lecco dove è nato e vive la sua famiglia.
da “il manifesto” del 20 aprile 2011

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