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Siria. Scontri armati tra soldati e ribelli in diverse città

È di tre soldati siriani morti e 15 tra militari e poliziotti feriti il bilancio di un attacco compiuto da una un gruppo armato ieri nella zona del Golan siriano. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale di Damasco “Sana”. I militari sono stati attaccati mentre si trovavano fuori la città di Daraa, lungo una strada che porta alle alture del Golan, da un gruppo che le autorità definiscono «terrorista ed estremista». Secondo la ‘Sana, il gruppo armato ha attaccato diversi posti di blocco dell’esercito nella provincia di Daraa. La città di Daraa è la roccaforte delle proteste contro il regime di Bashar al-Assad dello scorso 18 marzo ed è circondata dai carri armati dell’esercito.

Le autorità siriane riferiscono oggi l’arresto di due diverse “cellule terroriste estremiste” nel sud del Paese e nella regione costiera a nord-ovest di Damasco, teatro da lunedì scorso della massiccia offensiva dell’esercito contro due delle roccaforti delle proteste anti-regime. La tv di Stato siriana trasmette da ieri sera le immagini delle confessioni del capo della cellula terroristica di Daraa, epicentro delle manifestazioni e della repressione delle forze di sicurezza dal 18 marzo scorso.

Ho sentito alcuni shaykh di Daraa invitare i fedeli alla calma, mentre altri invitavano alla guerra santa asserendo che è una lotta contro i sionisti e che chi muore è un martire” avrebbe, affermato Mustafa Ayyash citato stamani dall’agenzia ufficiale Sana aggiungendo di “aver ricevuto danaro e armi da Ibrahim Masalima (membro di un importante clan di Daraa, ndr)”. L’altra «cellula terroristica» è stata fermata a Jabla, cittadina costiera tra Latakia e Banias e teatro anch’essa da domenica della repressione del regime. L’agenzia Sana pubblica le foto stamani delle armi e delle munizioni sequestrate durante l’arresto dei presunti terroristi.

Sarebbe salito a 453 il bilancio dei morti in Siria dall’inizio della repressione da parte del regime lo scorso 18 marzo. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus). Secondo l’Ondus, la maggior parte dei civili sono stati uccisi a Daraa (oltre 30 morti solo da lunedì) nel sud, ma anche nei sobborghi di Damasco, in particolare in quello di Duma, a Homs nel centro e nelle tre città costiere di Latakia, Jabla e Banias. Nel suo comunicato, l’Ondus afferma di avere la lista completa dei nomi delle vittime.

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