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Ungheria. Scontri tra rom e milizie neofasciste

Nel villaggio ungherese di Gyongyospata, in Ungheria nordorientale, la milizia ultranazionalista Vedero (“Forza di difesa”), che dal mese scorso sta crea tensioni, s’è scontrata con un gruppo di giovani rom residenti nella notte. Il bilancio è di quattro feriti, tra i quali un ragazzo di 14 anni. Lo racconta il giornale economico online Portfolio.hu.

Il capo della milizia neofascista Tamas Eszes sostiene che 100-120 rom avrebbero attaccato i suoi militanti che stavano “pacificamente passeggiando” in abiti civili e non in uniforme (come in realtà s’erano finora presentati i miliziani). I rappresentanti rom, dal canto loro, accusano i miliziani di avere provocato per tutta la giornata di ieri e di aver aggredito un rom.
Da settimane le milizie Vedero cercavano l’incidente. Il mese scorso, la milizia aveva effettuato delle ronde che avevano spaventato le tante famiglie rom che vivono nel villaggio. Poi, di fronte al divieto di fare le ronde imposto dal governo, ha organizzato la scorsa settimana un “campo d’addestramento” in vista del quale 300 rom, donne e bambini in particolare, hanno dovuto passare Pasqua lontano dalle loro case, per stare al riparo dalle violenze. La tensione è esplosa infine ieri, alle 21 con scontri tra i giovani rom che non hanno accettato le intimidazioni fasciste e i miliziani. Janos Rado, un membro della Fondazione per i diritti civili dei rom, ha spiegato al giornale Index.hu che i miliziani di Vedero avrebbero provocato per tutto il giorno i rom, a un certo momento anche usando una rivoltella. A un certo punto, sarebbe stato lanciata una pietra contro la finestra di una casa di una famiglia rom. Rado denuncia anche un ritardo nell’intervento della polizia. Quattro persone sono state ricoverate in ospedale, tra cui un ragazzino rom di 14 anni. Nessuno di loro è in pericolo di vita.

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