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La Svizzera chiude le porte ai mercenari. E l’Italia?

da Repubblica online

Svizzera, contractor al bando. “Incompatibili con i nostri valori”

Il governo elvetico finora aveva tollerato la presenza di società che arruolano mercenari per i teatri bellici di mezzo mondo. La decisione dopo le polemiche suscitate dall’insediamento, a Basilea, di un’agenzia britannica, “peso massimo” del settore

di FRANCO ZANTONELLI

I CONTRACTOR, ovvero i mercenari contemporanei, verranno banditi dalla Svizzera che finora aveva tollerato la presenza, sul proprio territorio, di società che arruolano milizie private per i teatri bellici di mezzo mondo. Lo ha deciso il governo, in seguito alle polemiche suscitate lo scorso anno dall’insediamento a Basilea, apparentemente per motivi fiscali, della britannica Aegis Defence, un vero e proprio peso massimo nel settore della fornitura di contractor.

Fondata da Timothy Spicer, un ex-ufficiale dell’esercito britannico, nel 2004 la Aegis aveva spuntato un contratto da 300 milioni di dollari, con gli americani, in Irak. In Svizzera era diventata Aegis Group Holding, con un consiglio di amministrazione presieduto da un avvocato locale, ma non aveva incantato quegli svizzeri, politici, intellettuali e uomini di chiesa, che da tempo non accettano più che la reputazione della Confederazione venga imbrattata da relazioni pericolose.  “Sia dal punto di vista etico che da quello politico mi inquieta l’arrivo in Svizzera di una società che ha come scopo quello di finanziare e gestire operazioni militari in regioni a rischio”, aveva protestato, tra gli altri, il deputato liberale al parlamento federale, Peter Malama.

“Esiste un pericolo per l’immagine umanitaria del nostro Paese ma anche per la sua neutralità”, il timore espresso da Malama. Non convincevano, in particolare, le motivazioni fiscali addotte da Timothy Spicer e dal suo gruppo, per il trasferimento in Svizzera. Dove, in realtà, un vuoto giuridico impedisce il controllo del governo sulle prestazioni, fornite all’estero, da società che arruolano mercenari o personale addetto a servizi sicurezza. Non a caso, in territorio elvetico, hanno la loro sede sociale una ventina di società simili alla Aegis.

Lo stesso governo, fino a poco tempo fa, era diviso sull’argomento. Ad esempio, mentre il ministero degli Esteri organizzava una conferenza internazionale, per regolamentare la concessione delle licenze a chi opera nel campo dei contractor, quello di Giustizia e Polizia definiva “minimo il rischio di ripercussioni sulla politica estera svizzera”, dell’attività dei mercenari. D’altronde, volendo spaccare il capello in quattro, la violazione del principio di neutralità è puramente teorico, visto che  l’addestramento dei moderni soldati di ventura non avviene  in Svizzera, bensì nel Regno Unito, negli Stati Uniti o in Africa.

Cionostante, in seguito alle critiche suscitate dal “caso Aegis”, il governo ha finito per porsi “il problema della compatibilità con i nostri valori, nei quali il diritto internazionale umanitario gioca un ruolo importante”. Ecco, allora, il divieto, alle società di sicurezza, di ingaggiare mercenari in Svizzera. Dalle cui valli, per una sorta di paradosso storico, i figli di poveri contadini di montagna accorrevano, fino a tre secoli fa, a combattere tutte le guerre europee, sotto le più disparate bandiere.


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Anche il sito www.poliiziotti.it si mostra preoccupato per la dimensione del fenomeno mercenari e per l’assenza di una legislazione italiana che lo vieti, recependo un’apposita direttiva dell’Onu.

Il futuro della sicurezza, la Polizia o le PMC?

(1/1)

Ulysse:

E’ notizia di qualche giorno fa, sul mio solito giornale – oramai sapete cosa leggo principalmente – che la più importante PMC (Private Militar Companies) dell’Europa, l’AEGIS ha spostato la sua base in territorio elvetico. Nella neutrale Svizzera, a Basilea per la precisione, la società creata da Tim Spicer e attiva anche in Iraq, grazie alle favorevoli condizioni che il Governo Svizzero offre alle aziende, ha impiantato la sua nuova sede. L’Aegis Defence Services ha scelto la Svizzera per la sua posizione geografica, la trasparenza contabile e al sistema di tassazione, facendo quindi supporre una nuova fase di utilizzo delle PMC. Al di là delle considerazioni degli analisti militari – l’affluenza di contractors nella vecchia Europa sarebbe come quella nei territori teatro di guerra – viene da chiedersi quale futuro hanno queste PMC. Nel prossimo mese di settembre a Galatina in provincia di Lecce, si terrà la quarta edizione della Security Expo, con annessi tutti gli operatori della sicurezza mondiali. Tra cui le PMC. Ma chi sarà presente per la Polizia? Gli operatori sul campo, oppure ci sarà solo la presenza di “servizio” per un regolare svolgimento della manifestazione? E’ lecito chiedersi tutto ciò visto il fatturato che le PMC riescono a produrre, fatturato che matura grazie alla quantità d’incarichi che diversi Governi affidano alle PMC. Non dobbiamo pensare ai vecchi mercenari stile quattro dell’oca selvaggia, ma ad una vera e propria azienda fornitrice di servizi. Pensate che la più grande PMC statunitense possiede addirittura una nave, che radiata dalla marina Statunitense è stata acquistata per essere dotata di tutti gli equipaggiamenti necessari per supportare le “truppe” di contractors ovunque essi si trovino. Le PMC hanno personale qualificato proveniente di solito dai ranghi degli eserciti o dei corpi d’elite degli USA o di altri paesi con grande tradizione militare come il Sudafrica. Personale che svolge compiti di addestramento diversificati, tra cui: conduzione di veicoli in situazioni ostili, guida tattica,combattimento corpo a corpo, tecniche di CQB (close quarter battle-battaglia in ambiente urbano o chiuso) per non parlare della logistica. Oltre alla nave, l’ex nave McArtur, dispone di un lago artificiale per le simulazioni di attacco marittimo! Tutto questo è facilitato dalle condizioni lavorative dei paesi anglosassoni, dove si presta servizio militare per non più di venti anni, per poi tornare alla vita civile oppure entrare a far parte delle PMC, perché queste “aziende” cercano gli ex appartenenti poiché già formati. Ogni soldato “formato” costa alle casse dello Stato che lo impiega circa 250.000 dollari, un bel guadagno per le PMC. Non solo, ma parecchi esperti d’intelligence od ex vicepresidenti del più famoso servizio segreto sono ora dipendenti PMC. In Italia? Una legge specifica per le PMC non esiste, quindi qualsiasi gruppo che usa fare reclutamento o proposte di lavoro  del genere è illegale, ma non è neanche vietato proprio perché non esiste una legge specifica in merito se non la Convenzione dell’ONU contro il mercenariato in vigore dal 2001 ma che non è stata seguita da nessuna legge Italiana.

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ma le vere informazioni, per quanto “selezionate”, vengono dalle rare testimoninanze di “contractors” in servizio.

Per esempio questa.

 

Mestieri a Prova di Crisi. La Storia di Kurt

Salve. Chiamatemi Kurt, il mio vero nome è molto più banale. Conosco molto bene l’amministratore di questo sito e aderisco volentieri alla sua richiesta di parlarvi del mio lavoro. Credo lui pensi  possa interessarvi.
Più precisamente dovrei dire ex lavoro. Infatti, mi sono ritirato dopo l’ultimo incarico e ora svolgo un’attività del tutto convenzionale abbastanza anonima.
Io sono, anzi sono stato, un operatore privato di sicurezza, altrimenti definito private contractor o, senza troppi fronzoli come si diceva quando ho iniziato, un mercenario.

È meglio mettere in chiaro subito una cosa: sì, per lavoro ho ucciso e contribuito a far uccidere delle persone. Quante di preciso non so. Solo i malati di mente portano certi conti. Non mi è piaciuto, non mi piace nemmeno ora, ma ho trovato un equilibrio con questa faccenda. Sono bravo nel mio lavoro, uno dei migliori. Per me le armi sono veramente l’ultima risorsa, mi piace ragionare e mediare. Ho uno dei tassi tango(1) più bassi del circuito. Se le mie missioni fossero state affidate a uno spetsnaz(2) o a qualche fanatico di Parris Island(3),  probabilmente ci sarebbero un centinaio di persone in meno in giro per il mondo. Preferisco pensare che la mia professionalità abbia salvato la vita di questa gente.

Le domande che mi fanno quando qualcuno viene a sapere della mia esperienza sono, più o meno, sempre le stesse: come hai cominciato e perché, che tipo di lavoro si fa e per chi, quanto si guadagna (in genere questa è la prima), hai mai ucciso qualcuno (a questa ho già risposto), come si diventa private contractor, come si diventa operatore privato di sicurezza, come si diventa mercenario (la domanda, in questo caso, dipende da età, livello culturale e numero di libri di avventura letti).

Cercherò di rispondere a queste domande sperando che questo vi aiuti a comprendere meglio un fenomeno che ha una consistenza molto superiore a quella che un non addetto può anche lontanamente immaginare.

Come hai cominciato e perché
Appena raggiunta la maggiore età, mi sono arruolato nelle IDF(4). Sono un ebreo italiano. Gli israeliani hanno un programma di arruolamento apposito per gli ebrei di nazionalità straniera(5) e io volevo dare il mio contributo alla difesa della Terra Promessa. Non so oggi, ma la cosa non era esattamente legale per un cittadino italiano alla fine degli anni settanta così eviterei di dilungarmi su particolari superflui.
Ho ricevuto un ottimo addestramento e ho prestato servizio per due anni in zona di combattimento venendo ferito quattro volte, ricevendo due promozioni sul campo ed una decorazione al merito.

Al termine dei due anni di ferma ho deciso di congedarmi e tornare in Italia. La difesa della Terra Promessa si era spesso rivelata troppo aggressiva, cosa in contrasto con i principi che mi avevano portato lì.
Con me si sono congedati un paio di commilitoni, fra i quali un russo, con il quale rimasi in contatto. Il russo, non potendo rientrare in Unione Sovietica da dove era scappato, rimase in Israele acquisendo la cittadinanza.

In Italia ho ripreso a studiare, mantenendomi con lavoretti e facendo perfino il vigile del fuoco. Il mio commilitone russo mi contattò e mi coinvolse nella prima missione da mercenario, pardon da private contractor. Si trattava di scortare alcuni uomini di affari svedesi in territorio ostile. L’offerta era buona, una decina di stipendi da vigile del fuoco, spese escluse, per tre settimane di un lavoro semplice, quasi un viaggio turistico.

Da allora ho fatto diverse missioni in circa venti anni di carriera specializzandomi sempre più in vari campi come la sicurezza nelle telecomunicazioni e la protezione dei dati e diventando un professionista molto apprezzato. Nel frattempo ho completato i miei studi e mi sono costruito una vita normale che ho condotto parallelamente a quella di contractor mantenendo il numero di missioni ad un massimo di tre, quattro all’anno, quelle dove la mia capacità di coniugare esperienza militare e competenza tecnica mi consentivano di controllare il quadro operativo e ridurre il mio tasso tango a livelli da record.

Che tipo di lavoro si fa e per chi
A fronte di una visione popolare del mercenario rozzo al servizio del dittatore di turno che spara all’impazzata facendosi strada tra poveri soldati regolari incapaci di contrastare la sua potenza di fuoco, il private contractor attuale può ricoprire una serie di ruoli in funzione della sua esperienza, del suo addestramento e della competenza tecnica su armamenti, telecomunicazioni, banche dati e controllo del territorio. E’ possibile anche applicarsi a compiti di intelligence anche se, in questo caso, è necessario appartenere ad etnie specifiche con conoscenza profonda delle lingue e dei costumi dei soggetti coinvolti.

I tempi sono cambiati da quando si cercava lavoro sugli annunci di target=”_blank” rel=”nofollow” href=”http://www.mentecritica.net/goto/http://www.sofmag.com/”Soldier of Fortune. Oggi, la quasi totalità del mercato è nelle mani di grandi compagnie militari private (private military company o pmc) come la target=”_blank” rel=”nofollow” href=”http://www.mentecritica.net/goto/http://www.xecompany.com/”Xe Services LLC(6), la Aegis Private Security, la target=”_blank” rel=”nofollow” href=”http://www.mentecritica.net/goto/http://www.c3defenseinc.com/”C3 Defense o la target=”_blank” rel=”nofollow” href=”http://www.mentecritica.net/goto/http://www.beni-tal.co.il/”Beni Tal israeliana.
Il 90% del business serio è nelle loro mani, anche se ci sono diversi operatori minori ai quali arriva, in sub sub molto sub appalto, il lavoro più oneroso e meno retribuito.

Si lavora per i governi o per i privati, in genere grandi compagnie o persone di grande disponibilità economica.
I governi richiedono servizi di bassa specializzazione, quali presidio di zone occupate e bonificate, scorte a convogli merci e protezione di installazioni a basso impatto strategico dove risulterebbe più oneroso impiegare personale militare regolare visto anche il notevole assottigliamento degli eserciti regolari sempre più a corto di effettivi.
E’ possibile, anche se raro, il ricorso a private contractors anche nel caso di operazioni a fuoco quali il recupero di ostaggi o operazioni di bonifica del territorio. In questo caso, il ricorso a mercenari in luogo di truppe regolari può avere il fine politico di non dover giustificare eventuali perdite all’opinione pubblica interna che, magari, non condivide scopi e metodi delle azioni militari in cui è impiegato il proprio paese.

Il lavoro di livello qualitativo più alto e sicuramente più remunerativo è quello che si fa per le grandi società internazionali. Per comprendere meglio la funzione delle compagnie militari private al servizio di multinazionali occorre riflettere sul fatto che, a volte, le decisioni prese dal governo di qualche remoto paese africano o sudamericano, non sono esattamente rispettose della proprietà, del diritto internazionale e degli interessi degli azionisti. E’ possibile, infatti, che un governo imponga nuove regolamentazioni fiscali vessatorie, magari con effetto retroattivo, e decida di sequestrare gli impianti, trattenere i passaporti dei funzionari stranieri fino a quando la società non decide di mettersi in regola con le nuove disposizioni. Il ricorso alle rappresentanze consolari o alle ambasciate è spesso lento e macchinoso. Non esistendo una polizia internazionale in grado di proteggere la proprietà e gli interessi da imposizioni arbitrarie, si ricorrere ai servizi di una compagnia militare privata per recuperare i propri addetti e portarli al sicuro o per proteggere impianti dal valore di milioni di dollari.
Altre volte si lavora per grandi gruppi assicurativi per il recupero di proprietà cadute nelle mani di pirati o di predoni. In questi casi il recupero del bene consente alla compagnia assicurativa di non erogare il rimborso previsto dalla polizza.

 

Quanto si guadagna
Bella domanda che, ovviamente, non può avere una risposta univoca. Diciamo che per compiti di scarsa specializzazione quali scorte e sorveglianza, in genere si ottengono ingaggi bi-trimestrali di circa 15-20.000 dollari dai quali dedurre le tasse ( sempre che si decida di pagarle ), i costi per l’equipaggiamento personale, il sostentamento e quello per una robusta assicurazione sulla vita che, per gli incarichi di basso profilo, non è quasi mai compresa nella retribuzione.
Se invece si opera ad un livello di specializzazione maggiore, le modalità di retribuzione, come pure le cifre, cambiano notevolmente. In questo caso si riceve un ingaggio relativo alla singola missione e proporzionale ai compiti previsti per la propria specializzazione. Nell’ingaggio è compreso l’equipaggiamento e l’assicurazione e, spesso, è previsto un bonus collegato al completamento degli obiettivi.
Queste modalità sono solo per gente esperta e che può portare alla missione un contributo che va aldilà di sparacchiare qualche raffica di HK in giro, cosa che, in fin dei conti, può fare chiunque.
Sto parlando di specialisti di logistica, esperti di detonazioni e deflagrazioni (che non sono la stessa cosa), piloti di elicottero, di caccia o di mezzi corazzati, conoscitori di tecniche di intrusione o difesa informatica ecc.
Più alto è il ranking con il quale uno specialista è conosciuto in giro, maggiore è la sua retribuzione. Si può arrivare tranquillamente a cifre con sei zeri se la missione è lunga, rischiosa e muove interessi sostanziosi.

Come si diventa private contractor, come si diventa operatore privato di sicurezza, come si diventa mercenario.
Lasciati dire che se stai cercando questa risposta su internet, probabilmente questo non è il lavoro per te. Quello che voglio dire è che si arriva a fare il private contractor al seguito di una serie di esperienze non banali che ti mettono in condizione di incontrare le persone giuste nelle condizioni giuste per iniziare. E’ necessario un addestramento militare serio ed almeno un anno o due di servizio, meglio se effettuato in corpi operativi impegnati in teatri di combattimento. In queste condizioni è facile conoscere persone in grado di procurare un contratto alla conclusione dell’arruolamento regolare. Ovviamente, questo da solo la possibilità di essere coinvolti in operazioni non specialistiche dove il massimo che è richiesto è quello di non sembrare degli spaventapasseri con un fucile in mano. Per entrare nel giro grosso, quello delle missioni per intenderci, è necessario addestrarsi e, tenetevi forte, studiare. Quindi, se pensate di fare i mercenari perché a scuola siete delle mezze seghe, cambiate idea. Un buon professionista è esperto almeno in due branche fondamentali. In missione si va in 10, 15, non di più e, se necessario, si deve essere in grado di sostituire validamente l’esperto di telecomunicazioni così come il meccanico o l’armiere.
L’entusiasmo è controproducente. Un mestiere come quello di mercenario non può piacere, a meno che qualcuno non abbia le rotelle fuori posto. Va fatto con professionalità e distacco. Quando ho selezionato le mie squadre ho sempre scartato a priori quelli che mi dicevano che si divertivano a fare queste cose. Non può essere divertente rischiare la pelle o doversi trovare a sparare addosso a qualcuno. Va fatto. Si fa. Il mondo funziona così, ma non è e non sarà mai una cosa bella.

Le ultime missioni le ho svolte da controllore, nel senso che ho gestito la squadra sul campo da una postazione remota (a volte molto, ma molto remota a causa dell’indisponibilità di infrastrutture tecnologiche evolute nelle prossimità del luogo della missione) dove si controlla la logistica, il territorio ed il quadro operativo attraverso supporto satellitare ed informatico.
Le missioni in territorio ostile sono spesso supportate in questo modo. Al controllore, che ha una visione più ampia e distaccata, è affidato il compito di coordinare le azioni delle squadre e, se necessario, prendere decisioni che possono coinvolgere il destino di uomini e materiali.

La mia ultima missione da controllore, quella con la quale ho concluso la mia carriera, è stata un vero fallimento. E’ stato triste congedarsi così, ma questo è un lavoro dove gli errori si pagano molto duramente e tutti, prima o poi, una fesseria la facciamo.
Comunque, questa è un’altra storia. Se vi interessa ve la racconterò un’altra volta.

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Una conferma di quanto denunciato tempo fa dal Forum Palestina


 

Ne avevamo già parlato nelle scorse settimane. Adesso arrivano le conferme. I
gruppi sionisti francesi, storicamente molto aggressivi, arruolano militari o pesrone
con esperienza militare di origine ebraica da inviare in Israele per agire contro i
palestinesi.

La Lega di Difesa Ebraica (Francia) ha pubblicato nel proprio sito web il seguente annuncio:
“La Lega di Difesa Ebraica organizza dal 19 al 25 settembre un viaggio di solidarietà con i nostri amici israeliani che vivono sulla terra dei nostri antenati di Giudea e Samaria.
Questo viaggio è riservato ai militanti con esperienza militare: lo scopo di questa spedizione è di portare aiuto ai nostri fratelli contro le aggressioni degli occupanti palestinesi e quindi di rafforzare i dispositivi di sicurezza delle città ebraiche di Giudea e Samaria”.
Un episodio gravissimo, che il presidente francese Nicola Sarkozy non ha condannato.
La Jewish Defense League (JDL) è una delle organizzazioni più rappresentative del sionismo radicale negli Stati Uniti. Fondata nel 1968 dal rabbino ultra-ortodosso Meir Kahane come movimento di difesa ebraica, è stata presto considerata come gruppo terroristico e come organizzazione ebraica violenta ed estremista.
Nel corso degli anni è stata l’autrice di alcuni attentati terroristici negli USA ed in Europa.
L’annuncio è stato pubblicato il 3 settembre, qualche giorno dopo la decisione da parte di Israele di armare ed addestrare i coloni della Cisgiordania per far fronte, secondo la versione israeliana, alle marce e alle manifestazioni che avranno luogo nei territori occupati in previsione dell’iniziativa dell’Anp di rivolgersi all’ONU: i capi della sicurezza delle colonie avranno a loro disposizione e saranno liberi di usare gas lacrimogeni e bombe sonore per disperdere le possibili proteste palestinesi contro Israele.
Visti i preparativi dell’esercito israeliano si teme che la repressione israeliana sarà dura indipendentemente dal tipo di manifestazioni che verranno organizzate. “Speriamo che l’esercito si renda conto che le proteste non violente sono legittime e che nessun colono ha il diritto di far uso della violenza di fronte a manifestanti disarmati” ha dichiarato Hagit Ofran, dell’organizzazione israeliana Peace Now. (Da: Alternative Information Center)

Ed ecco l’annuncio originale:
da: http://www.liguedefensejuive.com/page/5/
VOYAGE DE SOLIDARITE MILITANTE EN JUDEE SAMARIE
3 septembre 2011
La LDJ organise du 19 au 25 septembre , un voyage de solidarité avec nos frères israéliens vivant sur la terre de nos ancêtres de Judée et Samarie.
Ce voyage est réservé aux militants ayant une expérience militaire: le but de cette expédition est
de prêter main forte à nos frères face aux agressions des occupants palestiniens et donc de renforcer les dispositifs de sécurité des villes juives de Judée et Samarie .
Segue, in data 18 settembre, testimonianza fotografica della riuscita della “missione”:
http://www.liguedefensejuive.com/la-ldj-en-judee-samarie/
LA LDJ EN JUDEE SAMARIE
Pendant que des fanatiques islamistes antijuifs s’excitaient inutillement à l’aéroport de Roissy ce
Dimanche ,les militants de la Ligue bronzaient déjà sous le soleil de Judée Samarie.
Photo prise dans le Sud de la Judée Samarie


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