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Olocausto: Svizzera sapeva dal 1942

Documenti inediti resi noti dalla televisione svizzera attestano che nel 1942 la Svizzera aveva informazioni sul genocidio degli ebrei da parte dei nazisti. Malgrado queste informazioni, nell’agosto 1942 la Svizzera chiuse le frontiere a chi era profugo ”solo per motivi razziali”. La televisione svizzero tedesca Srf ha presentato documenti redatti da diplomatici svizzeri durante la seconda guerra mondiale e indirizzati al governo.

Si tratta di centinaia di lettere, telegrammi, rapporti e fotografie, documenti sulle informazioni che cominciavano ad arrivare dai consolati e testimonianze dei rifugiati, ha spiegato il direttore dei Documenti diplomatici svizzeri Sascha Zala. Nonostante i rapporti stilati dai diplomatici, nell’agosto del 1942 il governo di Berna decise di chiudere le frontiere agli ebrei in fuga. Negli anni 1999-2001 un’apposita commissione di esperti (Commissione Bergier) incaricata dal parlamento elvetico di fare luce sul ruolo della Svizzera durante la seconda guerra mondiale, aveva gia’ concluso che nell’estate 1942 il governo elvetico sapeva che ”sui profughi respinti gravava la minaccia della deportazione nell’Europa orientale e quindi della morte”.

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