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Grecia. La Troika ordina: 150 mila licenziamenti e nuove tasse

I rappresentanti della famigerata troika – Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea e Banca Centrale Europea – tornati ieri ad Atene per controllare il lavoro dell’uomo della Bce Lukas Papademos, ha chiesto esplicitamente al governo di Atene il licenziamento di altri 150 mila dipendenti statali entro il 2015 per ridurre drasticamente la spesa pubblica, precisando che questa è solo una delle misure che i rappresentanti dei creditori internazionali hanno chiesto durante il loro incontro con il ministro della Riforma Amministrativa, Dimitris Reppas. Il ministro ha spiegato ai rappresentanti della troika – Matthias Mors, Mark Flamagan e Bob Traa – che la misura della sospensione temporanea dal lavoro di circa 30 mila dipendenti pubblici già decisa non ha dato i risultati desiderati perché molti lavoratori sono riusciti ad evitare la misura andando in pensione. In un paese che ha già un tasso di disoccupazione intorno al 20% il licenziamento drastico di 150 mila dipendenti pubblici potrebbe rappresentare la mazzata finale.

Come se non bastasse, le decisioni dei governi Papandreou e Papademos comporteranno a partire da gennaio una nuova ondata di tasse. I redditi dei contribuenti greci si ridurranno ulteriormente l’anno prossimo a causa delle decine di nuove imposte che saranno costretti a pagare per far sì che il governo riesca ad ottenere circa 2 miliardi di euro. In particolare i lavoratori dipendenti e i pensionati subiranno un nuovo assalto alle loro tasche perché ogni mese saranno costretti a pagare una tassa straordinaria che si aggiunge a quella comunale sugli immobili risalente al 2009 e alle tasse di proprietà per gli anni 2010 e 2011. Fra le nuove tasse c’è il cosiddetto “contributo di solidarietà” (per il triennio 2010-2012) alla quale si aggiungerà il significativo abbassamento dell’esenzione fiscale, e l’aumento delle quote annuali per l’esercizio di una professione. Il nuovo sistema fiscale sarà particolarmente duro per le famiglie con tre o più figli in quanto dovranno pagare un’imposta addizionale sul reddito che andrà dai 540 ai 2.750 euro all’anno. 

Anche le tariffe dell’elettricità sono destinate ad aumentare sensibilmente a partire da gennaio anche se il governo e l’azienda elettrica statale devono ancora concordare esattamente quanto. Il rialzo potrebbe essere intorno al 10%, anche se quello deciso dalle autorità inizialmente era del 19%.

Una situazione insostenibile per centinaia di migliaia di famiglie che già si trovano nell’impossibilità di sopravvivere in un paese in cui i salari e le pensioni – per chi ce li ha – sono stati ridotti e i prezzi e le tariffe continuano a salire. Non stupisce che la Grecia abbia scalato le classifiche europee a proposito di suicidi. A confermare la tendenza già annunciata da numerosi studi e analisi è il gruppo di volontariato «Get Involved» che nel corso di una conferenza stampa svoltasi venerdì nell’Università di Atene ha fornito dati allarmanti. Secondo i dati forniti ai giornalisti, il tasso di suicidi in Grecia sarebbe aumentato del 40% nei primi cinque mesi del 2011 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e sarebbe ora in ulteriore rialzo. Uno studio pubblicato dalla rivista medica Lancet aveva già chiarito che i suicidi in Grecia erano già aumentati del 17% tra il 2007 e il 2009. 

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1 Commento


  • Boarato

    Siamo guidati da Ali’ Baba (Monti ) L’abbimo voluto noi e per cio’ chi è causa del suo mal pinga se stesso.
    Poi abbimo il Vaticano con altru Ali Baba (Don Verze e compani). Noi poveri tapini se siamo forunalti abbimo gl’occhi pre piangere speriamo di non fare la fine della Grecia

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