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La guerra del Sinai

Il presidente egiziano Mohamed Morsi ha assicurato che sara’ presto ripreso il controllo della Penisola del Sinai dopo che un gruppo di uomini armati ha assaltato un checkpoint vicino al confine con Israele uccidendo 16 guardie di frontiera egiziane prima di penetrare con due blindati sul territorio israeliano. L’esercito egiziano ha promesso di “vendicare” le sedici guardie di frontiera uccise ieri in un attacco terroristico nel Sinai: è quanto si legge in un comunicato ufficiale diffuso dal Consiglio Supremo delle Forze Armate.”Tutti coloro che abbiano legami con i gruppi che negli ultimi mesi hanno attaccato le nostre forze del Sinai la pagheranno cara, che si trovino in Egitto o all’estero”, conclude il comunicato.
Poco fa Israele ha fatto sapere che almeno 5 uomini armati, membri del commando, sono stati uccisi. Gli assalitori, secondo quanto riferito da fonti israeliane, erano a bordo di due blindati sottratti ai soldati egiziani. Un mezzo e’ stato distrutto da un elicottero israeliano, l’altro si sarebbe fatto saltare in aria da solo. Sempre secondo l’esercito israeliano, il gruppo di assalitori sarebbe legato ai membri della jihad del Sinai.
L’attacco al confine fra Egitto e Israele è stato «un campanello d’allarme» per il Il Cairo ha sottolineato il ministro israeliano della Difesa Ehud Barak, intervenendo davanti ai deputati della commissione Affari Esteri e Difesa della Knesset all’indomani dell’azione di un gruppo. Il presidente egiziano Moahmmed Morsi da parte sua si è impegnato a riprendere il controllo della penisola del Sinai.
L’organizzazione islamica palestinese, Hamas (sempre più subalterna al nuovo governo egiziano dei Fratelli Musulmani) da Gaza ha condannato ieri sera ufficialmente l’attacco contro il posto di frontiera egiziano, costato la vita a 15 poliziotti egiziani. “Hamas condanna questo brutto crimine in cui sono stati uccisi soldati egiziani e presenta le sue piu’ profonde condoglianze alle famiglie delle vittime, ai dirigenti e al popolo egiziano”, afferma un comunicato diffuso nella Striscia. Eppure proprio ieri un palestinese appartenente a un gruppo islamico (non Hamas) era stato ucciso da un missile israeliano a Rafah, nella Striscia di Gaza. Secondo fonti locali, è rimasta ferita anche una donna. Quando è stato colpito, l’uomo era a bordo di una motocicletta. L’esercito israeliano ha confermato l’attacco, senza fornire altri particolari. Sono così saliti a 15 i palestinesi rimasti uccisi da giugno presso il confine con il territorio israeliano.

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