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Atene. Proteste contro i tagli ai salari: poliziotti contro poliziotti

 
Gli ateniesi che circolavano nel quartiere di Goudi, questa mattina, hanno potuto assistere a una scena non certo usuale. Nell’ambito della protesta di vari corpi alle dipendende dello stato contro le decurtazioni salariali decise dal governo di coalizione – destra, socialisti e socialdemocratici di Dimar – stamattina presto un gruppo di una cinquantina di sindacalisti delle forze dell’ordine di Atene ha bloccato l’ingresso della sede della polizia del quartiere di Goudi impedendo l’uscita delle squadre speciali (i famigerati ‘Mat’), addestrate per affrontare e reprimere le manifestazioni di protesta sempre più numerose negli ultimi anni a causa della crisi economica. I reparti antisommossa sono stati inviati dal governo verso Salonicco per rafforzare le forze già dispiegate nella seconda città del paese in vista delle annunciate manifestazioni programmate in occasione dell’inaugurazione, sabato, della Fiera Internazionale, teatro di contestazioni e scontri lo scorso anno.
Durante l’iniziativa di questa mattina di sono registrati anche brevi tafferugli tra i poliziotti del Mat e i poliziotti sindacalisti (in divisa), decisi a restare sul posto e a continuare il blocco causando non poche preoccupazioni e un qualche problema di immagine al cosiddetto Ministro per la Protezione del Cittadino (eufemismo che indica il Ministero degli Interni di Atene). Già in forte imbarazzo per la decisione da parte dell’esecutivo di tagliare del 7,5% gli stipendi dei poliziotti, dei pompieri e delle guardie costiere.
Intanto per oggi pomeriggio é in programma un’altra manifestazione nell’antico Stadio di Atene dei lavoratori dei corpi di sicurezza contro quella che definiscono in un comunicato la “presa in giro” del ministero delle Finanze, promotore dei tagli ai loro salari. “Abbiamo superato ogni limite, non possiamo fare più fronte ai nostri impegni né professionali né familiari, con un salario da miseria di 680 euro” ha denunciato Yiorgos Drivakos, presidente della Federazione della polizia portuale.
I Poliziotti, improvvisamente nelle vesti di lavoratori e non di addetti alla repressione delle proteste sociali, sono anche arrabbiati per il possibile allungamento della settimana lavorativa da cinque a sei giorni, così come previsto dalla troika solo pochi giorni fa. Una misura che il governo dice di valutare all’interno di nuovi eventuali interventi per ridurre il debito. “Hanno già tagliato il nostro stipendio del 50% e minacciano ulteriori riduzioni, e adesso ci chiedono di lavorare di più per guadagnare di meno? Nessuno sano di mente potrebbe accettarlo”, ha dichiarato un agente di polizia che ha preferito rimanere anonimo. 

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