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Grecia: Alba Dorata si infiltra nella Polizia

Costola di Alba Dorata nella Polizia Municipale

Alcuni sindacalisti degli Enti Amministrativi Locali e alcuni consiglieri comunali di Atene denunciano l’esistenza di un gruppo organizzato di Alba Dorata dal nome in codice “Squadra K”. A una settimana dalla morte del venditore ambulante senegalese Babakar Ndiaye avvenuta a Thissìo dopo un inseguimento, il sindacato degli Enti Amministrativi Locali dell’Attica ha rilasciato un inferocito annuncio in cui viene fatto per la prima volta il nome dell’organizzazione e viene inoltre riferito che durante l’assemblea dell’associazione degli agenti della polizia municipale tenutasi il 5 Febbraio 15 membri della “Squadra K” hanno intimidito un loro collega che si era espresso contro di loro: “È un gruppo che agisce con il sostegno delle autorità locali del Comune di Atene e a cui sono riservati privilegi particolari, specializzato in operazioni comuni con la polizia e nelle operazioni contro il mercato di merci illegali”.

Reazione tiepida

Eppure fino a ieri l’unica reazione alla loro denuncia è stata quella dell’associazione dei poliziotti municipali che hanno scartato come “ridicole e false asserzioni” le accuse su quello che sarebbe accaduto durante la loro assemblea generale, mentre non hanno rilasciato nemmeno un commento sulla famosa “Squadra K”. Per il resto, nessuno – né le autorità locali né la magistratura – si è mosso per indagare su questa pesantissima accusa. A partire da questo punto abbiamo cominciato ieri la nostra inchiesta.
 
Ci siamo rivolti prima al presidente del sindacato degli Enti Amministrativi Locali, Charalambos Vartelinos: “L’incidente si è svolto esattamente come lo abbiamo descritto. Un nostro collega è stato attaccato da alcuni membri organizzati di Alba Dorata che hanno costituito la “Squadra K”. Ora, come può capire, il nostro collega ha paura. Alba Dorata è un gruppo forte dentro la Polizia Municipale, forse arriva a 150 persone. Collaborano con la Polizia Greca nei pattugliamenti a piedi e in moto”.
 
“Anche noi abbiamo avuto delle informazioni sull’esistenza di questa organizzazione” ci dice il responsabile di “Città Aperta” (un movimento popolare attivo ad Atene, n.d.t.) Eleni Portaliou. “Secondo alcune informazioni a nostra disposizione la Polizia Greca si è sistemata in un edificio della Polizia Municipale e opera insieme ad essa. Inoltre abbiamo dei dati sui comportamenti violenti e sui maltrattamenti nei confronti dei venditori ambulanti”.
 
C’è stata tolleranza
Concrete – e sconvolgenti – le informazioni rivelate ieri al giornale “I efimerida ton syntakton” (Ef.Syn, “Il giornale dei redattori”, n.d.t.) da un membro di ANTARSYA. Il consigliere comunale Petros Konstantinou ci ha inviato per iscritto l’intero profilo del gruppo, che secondo la sua inchiesta opera con caratteristiche parastatali: “Il gruppo ha agito a lungo senza che nessuno ne avesse la responsabilità, sulla base del funzionamento istituzionale della gerarchia della Polizia Municipale. È ovvio che è stato tollerato dal precedente assessore competente e da quello attuale.”
 
Nella stragrande maggioranza dei casi, i membri della “Squadra K” erano volontari neonazisti di Alba Dorata ed altri fascisti. Si tratta di un gruppo di poliziotti municipali del I Distretto Municipale. È stata fondata subito dopo la diffusione della campagna di estrema destra del partito del LAOS e dei negozianti con lo slogan “Stop al mercato di merci illegali”, campagna che si è trasformata in un pogrom razzista in via Ermù quando un gruppo di uomini armati di spranghe ha iniziato a pestare i migranti. Dopo la decisione del sindaco Kaminis di procedere ad operazioni comuni con la Polizia Greca “contro il mercato di merci illegali”, all’interno della polizia municipale è stata formata la “Squadra K” con la partecipazione di circa 30 persone, inizialmente senza nemmeno un superiore. Di recente hanno ottenuto un supervisore”.
In base all’inchiesta di Petros Konstantinou, la “Squadra K” è composta da volontari, visto che la maggior parte dei poliziotti municipali non voleva partecipare ai “rastrellamenti”. Lui stesso ci dice che la Squadra K è stata coinvolta in varie occasioni in scontri con i venditori ambulanti a Thissìo e di fronte alla facoltà di Economia e Commercio (ASOEE), e non esclude che sia stata coinvolta anche nel caso di Ndiaye: “se si fa caso all’area di operazione del I Distretto della Polizia Municipale, che è per l’appunto il centro della città, e al rapporto della “Squadra K” con esso, è difficile escludere tale possibilità. Il passeggero della moto dell’agente municipale che secondo le testimonianze ha inseguito Ndiaye ha costretto un altro migrante a portare da solo la sua merce per sequestrargliela, mentre lui stesso lo trascinava verso il furgone della Polizia Municipale. L’uso delle moto che si è fatto durante l’operazione di Thissìo assomiglia ai raid dell’unità DIAS più che a persone che vanno a sequestrare delle merci. Chi li ha addestrati per tali raid?”.
 
Non sanno
“Il dipartimento per la lotta al mercato di merci illegali si trova effettivamente nel I Distretto del Comune, ma gli agenti non sono mai gli stessi. Non esiste nessuna “Squadra K” nell’organigramma. Veniamo sistematicamente bersagliati dalla signora Portaliou e dal signor Konstantinou, la settimana scorsa ci hanno chiamato assassini durante il consiglio comunale” ci ha detto il presidente dell’associazione della polizia municipale, Apostolos Kossyvas. “Lo affermo categoricamente: questo gruppo non esiste; siamo 1.000 impiegati, avremo ovviamente delle opinioni diverse. Per quanto riguarda il Sindacato, dica quel che vuole, presto ci saranno le elezioni nella nostra associazione”. Il signor Kossyvas insiste nel sostenere che non ha mai notato l’esistenza di un gruppo nazista, tantomeno composto da membri di Alba Dorata.
 
“Non posso escludere l’esistenza di un gruppo fascista, visto che c’è un partito fascista in parlamento. Non so niente al riguardo, ma chiedo a chiunque abbia elementi di fornirceli subito” dice da parte sua al giornale “Ef.Syn” l’assessore competente Ghiorgos Anagnostopoulos. “Nella polizia municipale c’è una ripartizione di compiti e tra questi c’è anche la repressione del mercato di merci illegali. La polizia municipale non arresta e non interroga cittadini. Per quanto riguarda poi le denunce di intimidazioni all’assemblea dei poliziotti municipali, sarebbe inappropriato che l’assessore si occupasse delle questioni dei lavoratori. Le autorità locali sono fermamente orientate alla difesa dei diritti umani e pochi giorni fa hanno salutato ufficialmente la manifestazione “Atene Città Antifascista”. Perciò lo dico di nuovo, dateci informazioni, ci aiuterete a debellare questo fenomeno”.
 
La risposta del sindaco Kaminis
Abbiamo tentato di comunicare con il sindaco stesso, il signor Kaminis. Il sindaco non ha voluto fare alcun commento prima della pubblicazione di queste denunce. Attraverso l’ufficio stampa ci ha tuttavia comunicato che “aspira alla concordia degli schieramenti all’interno dell’arco costituzionale. Gli agenti municipali hanno seguito seminari sull’immigrazione ed è stato anche chiesto all’assessore competente di essere rigido in materia di deontologia”.
 
* Originale in greco: efsyn – Tradotto da atenecalling (http://atenecalling.blogspot.it/)
 

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