Menu

Portoghesi di nuovo in piazza contro la troika

Così come nella confinante Spagna, anche in Portogallo ieri è stata una giornata di manifestazioni e proteste. Organizzate in questo caso dal maggiore sindacato del paese, il comunista Confederazione Generale dei Lavoratori Portoghesi (CGTP) che ha portato in piazza parecchie decine di migliaia di persone in ventiquattro città per chiedere un cambiamento radicale di rotta delle politiche del governo del Primo Ministro Pedro Passos Coelho, e in particolare lo stop ai nuovi pesantissimi tagli annunciati.

La situazione nel paese è davvero difficilissima, e checché ne dicano analisti ed economisti di grido – secondo cui il Portogallo si avvia ad un lento ma inesorabile recupero grazie all’applicazione ferrea di tutte le ricette della troika – nel paese disoccupazione e povertà dilagano, tanto che sono stati decine di migliaia di giovani ad emigrare solo negli ultimi mesi in cerca di un reddito. In particolare verso il Brasile, ex colonia ed ora rifugio per i disoccupati dell’ex madrepatria in cerca di un lavoro dignitoso. A smentire la ripresa vantata da Bruxelles e Lisbona – una propaganda che ha trovato ampio spazio sui quotidiani italiani – sono due dati: la disoccupazione al 17% e una recessione del 3,2.
Non a caso la parola d’ordine della giornata di lotta convocata dal sindacato di classe portoghese – alla quale hanno partecipato anche il Bloco de Esquerda e altri collettivi di sinistra, oltre al PCP – era “Contro l’impoverimento e lo sfruttamento” incentrata sulla richiesta di stoppare la manovra finanziaria basata su altri 4 miliardi di euro di tagli. A Lisbona il segretario generale del sindacato,  Arménio Carlos, e il leader del Partito Comunista (PCP) Jerónimo Sousa, hanno concluso con i loro interventi la manifestazione più partecipata della “giornata nazionale di azione e lotta”. Nei loro interventi, così come era possibile leggere su cartelli e striscioni portati in piazza da lavoratori e disoccupati, i due portavoce hanno attaccato frontalmente la politica del governo e la subordinazione del premier alle direttive di Bruxelles e Francoforte in tema di pagamento del debito e di tagli all’istruzione, alla sanità, alle pensioni e ai salari. In particolare Armenio Carlos ha tacciato il primo ministro di essere un ‘commissario liquidatore’ del paese per conto delle potenze straniere.

Manifestazione imponente anche a Oporto (40 mila persone), nel nord del paese, e folla a Faro e Portimao, e addirittura negli arcipelaghi di Madeira e della Azzorre.
La CGTP, che può contare su circa 600 mila iscritti in un paese di poco più di 10 milioni di abitanti, ha annunciato la sua partecipazione alla mobilitazione indetta per il prossimo 2 marzo dal movimento “Que se lixe a troika” (Che si fotta la troika) già protagonista nei mesi scorsi di una vera e propria invasione popolare del centro di Lisbona e di numerosi assedi ai palazzi del governo e del Parlamento. I portavoce del sindacato e dei movimenti sociali hanno anche annunciato una intensificazione delle azioni di lotta e di disobbedienza civile nei prossimi giorni fino alla fine del mese di marzo, chiedendo le dimissioni immediate del governo di destra e l’indizione di immediate elezioni politiche.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.