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Madrid: ‘assedio al Congresso’ in tono minore, duri scontri e arresti

L’appello ad ‘assediare’ il Parlamento di Madrid, lanciato alcune settimane fa dal coordinamento ‘En Piè’ (In piedi) ha funzionato solo in parte, non riuscendo a mobilitare più di tremila manifestanti che ieri hanno sfilato in corteo nel centro della capitale per poi concentrarsi davanti al palazzo delle Cortes, difese da più di 1400 poliziotti in assetto antisommossa. Dalla manifestazione di ieri si erano smarcati non solo alcuni settori più moderati del cosiddetto movimento degli indignados, ma anche il principale partito della sinistra spagnola, Izquierda Unida.
In previsione dell’assedio l’assemblea parlamentare aveva comunque deciso di sospendere la plenaria e di mantenere solo le attività già previste delle commissioni, anch’esse però andate per lo più deserte. 

“Questa é un’azione di disobbedienza civile non violenta. Chiediamo non un cambio di governo, ma un cambio di sistema. Questa manifestazione non é illegittima, né illegale, né violenta” aveva sottolineato un portavoce dei promotori della protesta in relazione alle minacce rivolte contro gli organizzatori dal governo e dalle autorità di pubblica sicurezza.

Alle cinque del pomeriggio i manifestanti hanno cominciato a concentrarsi in tre diversi punti del centro della città – Sol, Atocha e Puerta del Sol – dai quali un’ora più tardi hanno cominciato a muoversi in corteo verso il Parlamento. “Siamo qui per dare un colpo di democrazia contro i colpi di stato che ci vengono continuamente imposti. Denunciamo la riforma del lavoro che ci ha affondato più della crisi, denunciamo il riserbo mantenuto sui nuovi pacchetti di tagli che continueranno a spargere miseria. Vogliamo un processo costituente dal basso, dalle strade” hanno spiegato ai giornalisti i portavoce del coordinamento 25S, che il 25 settembre del 2012 portarono già in piazza decine di migliaia di persone nel primo assedio popolare al Parlamento.

Man mano che i manifestanti si avvicinavano e riempivano Plaza de Neptuno gridando slogan come “la crisi la paghino i capitalisti, l’atmosfera ha cominciato a scaldarsi visto l’atteggiamento intimidatorio di centinaia di agenti in tenuta antisommossa. Che hanno cominciato a pressare i partecipanti ai cortei e a provocare gli spezzoni più radicali, imporre a centinaia di manifestanti – giornalisti compresi – di mostrare i documenti per essere identificati. Nelle 24 ore precedenti all’inizio della manifestazione, ha fatto sapere il Ministero degli Interni di Madrid ha fatto sapere del fermo ‘preventivo’ di una decina di persone ritenute vicine ad ambienti anarchici, tre delle quali sarebbero state trovate in possesso di bottiglie molotov e di alcuni oggetti contundenti.

Quando ormai era chiaro che gli agenti non avrebbe permesso ai manifestanti di avvicinarsi troppo alle Cortes, rese inavvicinabili da un fitto dispositivo di transenne, poco dopo le 20 contro i cordoni di polizia alcuni gruppi di giovani hanno cominciato a lanciare bottigliette d’acqua e oggetti di vario tipo. Compresi sassi e qualche petardo. I celerini non hanno atteso molto prima di scatenarsi in ripetute e violente cariche contro la piazza, innescando scontri durati a lungo.

Atocha, el Paseo de las Delicias e quello di Santa María de la Cabeza si sono trasformati così nel teatro di una battaglia campale tra centinaia di giovani incappucciati e i reparti mobili della Polizia; nel centro di Madrid si sono viste anche delle improvvisate barricate date alle fiamme per ritardare l’avanzata dei cordoni di celerini. Alla fine dello scontro si contavano 15 manifestanti arrestati e una trentina di persone che hanno dovuto far ricorso alle cure mediche, senza contare feriti e contusi che hanno evitato di passare per ospedali e ambulatori per evitare guai.

Sempre durante la giornata di ieri 11 studenti sono stati arrestati all’interno del campus di Somosaguas dell’Università Complutense di Madrid. Decine di agenti in assetto antisommossa hanno fatto irruzione all’interno del campus, in mattinata, nel corso di uno sciopero studentesco contro i tagli, ed hanno effettuato cariche e fermi.

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