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Il “giorno della rabbia” moltiplica i morti

Scontri e feriti, tra manifestanti pro-Morsi e forze militari un po’ in tuttle e città egiziane.

Alle 17.50 Al Jazeera riferisce che elicotteri militari hanno aperto il fuoco sui manifestanti pro-Morsi riuniti a Ramses Square dove si sono concentrati i manifestanti da tutta la città.Soltanto in questa piazza i morti sarebbero 41, secondo fonti mediche dei Fratelli Musulmani.

È salito ad almeno 4 morti e decine di feriti il bilancio provvisorio degli scontri a Ramses Square nel centro del Cairo. Uomini armati hanno iniziato il fuoco dal ponte del 15 maggio al centro della città.

Spari sui manifestanti pro-Morsi si segnalano a Zamalek, nel cuore del Cairo, nei pressi del ponte 15 Maggio. Non èchiaro se il fuoco sia stato aperto dalla polizia o da residenti anti-Morsi. Nell’ultima ora (le 15) si è fatto più intenso il sorvolo della capitale da parte di elicotteri militari.

 

 

Soltanto ad Ismailia  è di 7 morti il bilancio degli scontri. Lo riferisce il portale del quotidiano egiziano al-Ahram. Scontri sarebbero stati registrati anche ad Alessandria, dove ci sarebbero tre feriti, e vicino alla mosche di al-Azhar al Cairo. Mentre un altro morto si registra negli scontri in atto a Tanta e un sesto a Mansoura. Altri otto uccisi tra i manifestanti si registrano nella città di Damietta.


Anche tra i poliziotti ci sarebbero vittime vittime.

E ormai anche le località turistiche più famose sono state raggiunte dalla protesta. Sul Mar Rosso, a Hurgada, tra le più frequantate anche dagli italiani non sono mancate le manifestazioni dei sostenitori di Morsi.

 

Una conseguenza indiretta del caos egiziano è la dinamica del prezzo del petrolio, per gli ovvi timori che ci possano essere conseguenze nei paesi produttori di petrolio. Il prezzo del greggio rimane intorno ai massimi da due settimane in mattinata sui mercati americani. Il contratto più scambiato sul Wti, il greggio di riferimento americano, guadagna 0,07 dollari a 107,4 dollari al barile. Ieri il petrolio aveva ampliato i guadagni per la quinta seduta consecutiva sulle preoccupazioni di difficoltà nelle forniture dal Medio Oriente, in particolare per i timori legati al canale di Suez, mentre in Egitto la situazione diventa sempre più tesa.

 


 

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