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Perù: giovani in piazza contro la nuova legge sul lavoro, feriti e arresti

Più di diecimila persone, per lo più giovani – studenti e precari – hanno partecipato il 22 dicembre alla seconda manifestazione convocata nella capitale peruviana in pochi giorni contro la nuova legge sulla disoccupazione giovanile varata dal governo di Lima. Una legge che, secondo forze sociali e sindacali di sinistra, consente ai datori di lavoro di ridurre i diritti ai dipendenti tra i 18 e i 24 anni con la scusa di combattere il lavoro nero e incentivare i datori di lavoro a formalizzare i contratti. Secondo la nuova norma i giovani lavoratori non avranno diritto alle gratifiche, ad alcune assicurazioni contro gli infortuni e nel caso di mansioni pericolose, disporranno di soli 15 giorni di ferie l’anno. Un regime speciale per i neoassunti in vigore in qualsiasi tipo di impresa privata al di là delle sue dimensioni o caratteristiche.

“Sappiamo che è la strada sbagliata. Stanno attaccando i nostri diritti e noi continueremo questa lotta” ha spiegato ai giornalisti un manifestante scesa in piazza nel centro di Lima, mentre altre migliaia di persone protestavano in altre città del paese latinoamericano, in particolare ad Arequipa e a Cuzco.

La marcia contro il Nuevo Régimen Laboral Juvenil – ribattezzata anche “Ley Pulpin” dai contestatori – approvato recentemente dal Congresso si è svolta in modo pacifico, con i manifestanti che gridavano slogan come “Si al lavoro dignitoso, no allo sfruttamento” oppure “Siamo per strada per colpa del governo”. Durante il percorso il corteo ha sfilato nei pressi della sede della Confindustria peruviana (CONFIEP) e poi vicino alla sede del Partido Nacionalista Peruano del presidente Ollanda Humala. Verso la conclusione della marcia alcuni gruppi di manifestanti hanno bloccato il traffico in una importante arteria stradale della capitale, senza che la polizia intervenisse.
Esattamente il contrario di quanto era accaduto lo scorso 18 dicembre quando migliaia di persone erano state attaccate dai reparti antisommossa della Polizia subito dopo essersi concentrati nel punto scelto per la partenza di un corteo impedito con la forza. Molti giovani manifestanti sono stati brutalmente picchiati dagli agenti e alla fine della giornata molti sono stati i feriti e i contusi. Particolarmente duro è stato l’intervento degli agenti a cavallo.
Alto anche il numero dei manifestanti arrestati, 24 secondo i dati forniti dai comandi di Polizia, due dei quali hanno denunciato di essere stati picchiati anche dopo esser stati condotti in commissariato.

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