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Parigi. Il “ragazzino” non c’entra nulla con la strage

L’intelligence francese sta in queste ore facendo una figura non troppo professionale. Anche volendo sorvolare sulle molte stranezze rintracciabili nelle ricostruzioni di queste ore concitate (i due fratelli Kouachi erano considerati legati alla “rete” di Mohamed Merah, protagonista dell’attentato di Tolosa, nel 2012; ciò nonostante sarebbero partiti tranquillamente per la Siria e ne sarebbero rientrati), appare davvero clamorosa la vicenda di Amid Mourad, 18 anni, per tutta la giornata di ieri indicato come “l’autista del commando” ma che si è presentato spontaneamente nella stazione di polizia a Charleville-Mezières, vicino al confine con il Belgio.

Ha presentato un alibi che è difficile non considerare d’acciaio: al momento dell’attentato, intorno alle 11.30, il giovane sarebbe stato a scuola.

Anche la “retata” annunciata dalla stampa sarebbe in realtà qualcosa di molto meno importante: a Reims sarebbero in stato di fermo cinque persone, collegate all’inchiesta sull’attacco a Charlie Hebdo soltanto in virtù dei rapporti familiari con i spreunti attentatori. Tra loro la sorella dei due ricercati, suo marito e la moglie di Said Kouachi. Lo riferisce France 3.

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