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Croazia. La nuova presidente scatena una campagna contro Tito

La nuovo presidente croata di destra, Kolinda Grabar-Kitarovic, in uno dei primi atti decisi dopo la sua elezione ha avviato una campagna per rimuovere dalla residenza ufficiale del capo dello stato un busto di Tito e oltre 100 opere d’arte e d’artigianato collegate all’ex leader della resistenza antifascista e antinazista durante l’occupazione italo-tedesca e poi presidente della Jugoslavia. Le opere sono state consegnate ai musei che si trovano nella regione natale di Tito, Zagorje, vicino a Zagabria, secondo quanto riferito dalla presidenza. L’opera più conosciuta è un busto di marmo realizzato dal noto scultore croato Antun Augustincic.
Grabar-Kitarovic, una esponente della conservatrice e con un passato di responsabile dell’Alleanza Atlantica con l’incarico di segretario aggiunto della Nato per la diplomazia pubblica, è diventata presidente il mese scorso dopo aver vinto a sorpresa le elezioni di gennaio. Ha definito Tito un “dittatore” e, con l’annuncio della rimozione delle opere, ha scatenato una vera e propria campagna di odio nei confronti della storia e dell’eredità politica di Josip Broz Tito, scomparso nel 1980. Tanto che addirittura l’ex presidente di centrosinistra Stipe Mesic, che ha guidato la Croazia dal 2000 al 2010, e che non è certo un ammiratore di Tito, ha criticato le mosse di Grabar-Kitarovic, definendo le sue decisioni come “una concessione alle forze di destra e neofasciste in Croazia” e un “tentativo “di rimuovere dalla memoria la lotta antifascista, una delle pagine più luminose della storia croata”.

Conosciuta come Villa Zagorje, o Villa di TIto, la residenza del presidente a Zagabria è stata completata negli anni ’60. Un anno dopo l’indipendenza croata del 1991 è diventata residenza ufficiale della presidenza, anche se non vi abita il capo dello stato.

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