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La Cina imbarca Panama. Schiaffo a Taiwan e a Trump

Il governo di Panama ha deciso di tagliare i rapporti diplomatici con Taiwan e ha stabilito relazioni diplomatiche con la Cina. Lo ha annunciato il presidente di Panama, Juan Carlos Varela, in un discorso televisivo nella serata di lunedì. L’apertura alla Cina rappresenta “una nuova era di opportunità” per Panama ed è “il corretto sentiero per il nostro Paese”, ha detto il presidente di Panama.

Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, è in queste ore a Panama dove ha firmato l’atto per l’apertura delle relazioni assieme alla vice presidente di Panama, Isabel Saint Malo.

La Cina è il secondo Paese al mondo per l’utilizzazione del canale di Panama ed è già presente in molti settori strategici dell’economia locale, come le banche, le costruzioni, l’energia e la tecnologia.

Il sito Cinaforum.net riferisce che nelle ultime settimane (in seguito a un accordo siglato nel 2016, del valore di circa 1 miliardo di dollari), le aziende di Stato cinesi hanno avviato la costruzione di un terminal per container e di infrastrutture energetiche nella provincia di Colon, nel nord dell’isola centroamericana, impianti che dovrebbero servire a soddisfare l’aumento di traffico a base di maxi navi atteso con l’ampliamento del Canale di Panama.
Le navi cinesi rappresentano ormai la metà del passaggio complessivo attraverso il Canale, principale fonte di entrate nel piccolo Stato.

Secondo diversi analisti, la presenza di Pechino in America Centrale riduce la zona di influenza degli Stati Uniti nella regione. La Cina è il secondo paese al mondo come utilizzatore del Canale di Panama. In pratica è diventata una presenza rilevante, strategica e decisiva in quello che una volta era il “patio trasero” (cortile di casa, ndr) degli Stati Uniti. Tanto che nel 1989 ci fu un pesantissimo e sanguinoso intervento militare Usa a Panama per “ristabilire il controllo”. 

La mossa di Panama, di riconoscere “una sola Cina di cui Taiwan farebbe dunque parte, ha fatto infuriare Taipei che ha accusato Panama di “bullismo” ed ha accusato Pechino di aver messo nuovamente in discussione le relazioni tra i due paesi.

Nel comunicato del governo di Panama nel quale si annuncia il cambio di strategia, si legge infatti che “Panama riconosce una sola Cina legittima e che Taiwan forma una parte inalienabile del territorio cinese”.

A questo punto, in tutto il mondo a riconoscere Taiwan – guidata dalla presidente “indipendentista” Tsai Ing-wen – restano solo 19 Stati più il Vaticano. Nel dicembre scorso, anche il paese africano di Sao Tomé e Principe aveva tagliato i rapporti con Taipei in favore di Pechino.

L’amministrazione Trump era stata inaugurata con una telefonata di congratulazioni del presidente di Taiwan al neopresidente statunitense che aveva fatto infuriare Pechino. Come si dice, la vendetta è un piatto che si mangia freddo…E’ la competizione globale bellezza!!

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