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Libia, ci si arrampica sugli specchi. Razzi sull’aeroporto di Tripoli

Occorre che la comunità internazionale si organizzi. Francia e Italia devono risolvere le loro dispute bilaterali riguardo alla Libia. Qui la situazione è già gravissima, inutile gettare altra benzina sul fuoco”. A dirlo è il presidente del governo di Tripoli Sarraj in una intervista al Corriere della Sera. Il capo di un governo riconosciuto dalla cosiddetta comunità internazionale, ma ridotto a non controllare più neanche la capitale libica e osteggiato nei fatti da mezza “comunità internazionale”, afferma di aver sentito il ministro degli Esteri Moavero dopo l’incontro tra questo e l’uomo forte che si sta prendendo di fatto la Libia: il gen. Haftar che da Tobruk ha esteso la sua influenza a ovest.

Moavero, ha avuto un lungo colloquio con l’uomo forte della Cirenaica, ritenuto il principale alleato di Francia ed Egitto in Libia. Nell’incontro, fa sapere la Farnesina, è stato rilanciato lo stretto rapporto con l’Italia. Secondo la nota Haftar si è impegnato a “sostenere il dialogo e la sicurezza in Libia” e ad appoggiare la conferenza internazionale sulla Libia che l’Italia ospiterà a novembre.

Haftar, ad agosto aveva sparato ad alzo zero sull’Italia chiedendole di rivedere la sua politica estera in Libia e arrivando a chiedere l’allontanamento dell’ambasciatore italiano.

Intanto a Tripoli la situazione continua ad essere tutt’altro che pacifica. Dopo l’assalto alla sede della Noc (la compagnia petrolifera libica) di tre giorni fa, questa notte il Mitiga International Airport, l’unico aeroporto di Tripoli funzionante, è stato colpito da alcuni razzi. Non risultano esserci vittime o danni rilevanti, ma un volo della Libyan Airlines è stato fatto atterrare a Misurata a causa dell’attacco.

L’aeroporto di Tripoli era stato riaperto solo venerdì scorso, dopo la firma dell’accordo per un cessate il fuoco tra le milizie che dalla fine di agosto hanno scatenato una guerra nelle strade e nella periferia della capitale libica.

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